Il 5 ottobre si è conclusa, presso il Conservatorio “L.Perosi” di Campobasso, la Contrattazione Integrativa d’Istituto. FLC CGIL, GILDA UNAMS e SNALS Confsal hanno attuato una forma radicale di protesta perché, le tante aspettative dei lavoratori, emerse in un’apposita assemblea sindacale e riportate in sede di Contrattazione Integrativa dai rappresentanti sindacali di categoria, non sono state sufficientemente recepite, nonostante l’incremento delle risorse disponibili, caso più unico che raro, visti i tempi.
I rappresentanti delle sigle firmatarie di questo documento, insieme ad una parte della RSU hanno contestato sia nel merito che nel metodo la proposizione quasi unilaterale della Parte Pubblica, e dopo aver apposto una firma tecnica solo per senso di responsabilità, onde consentire il pagamento delle spettanze ai lavoratori che, nella maggior parte dei casi, hanno già svolto le attività, hanno abbandonato la seduta, ritenendo inutile continuare ad ascoltare le ragioni di chi ha interpretato il tavolo negoziale in senso unilaterale, con poca attenzione al confronto e alle ragioni dei lavoratori rappresentate al tavolo. Si è voluto proporre un modello di condurre le relazioni sindacali non condiviso, proprio di chi interpreta la contrattazione in senso unilaterale, seguendo la logica dell’uomo solo al comando. Altrettanto “anomala” è stata la soddisfazione espressa a mezzo stampa già dal mese di luglio da parte di qualche organizzazione sindacale, riguardante un presunto accordo già allora raggiunto: il contratto, in realtà, con i limiti sopra evidenziati, risulta sottoscritto solo in data 5 ottobre, e c’è ben poco da rallegrarsi, perché risulta un accordo monco in più parti, che ha tenuto in minima considerazione le proposte pervenute dall’assemblea dei lavoratori.
FLC CGIL, SNALS e UNAMS fanno rilevare, inoltre, che il clima di tensione registrato all’interno del Conservatorio, determinato dalla pratica spropositata di provvedimenti disciplinari, non ha certo aiutato a rendere più disteso l’intero percorso delle relazioni sindacali. Le scriventi sigle, in attesa del parere dei revisori dei conti relativo all’intero impianto contrattuale auspicano, per il futuro, che la contrattazione sindacale torni ad essere il luogo dove poter trattare normalmente questioni che vadano nell’interesse supremo dei lavoratori, degli utenti e dell’intera istituzione accademica.