
“Sono ancora troppe le risposte che sia il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che l’Unione Europea debbono fornire al comparto della pesca produttiva e ai suoi operatori, troppo spesso costretti a ‘navigare a vista’ a causa di norme non inclini allo sviluppo eco-sostenibile del settore ittico e di ritardi biblici nell’erogazione di incentivi, indennizzi e contributi dovuti per l’adesione a particolari programmi messi a bando dall’Europa comunitaria”.
Tra i vari temi che riguardano la marineria regionale e dell’Adriatico, l’onorevole molisana del Partito democratico Laura Venittelli ha sollecitato il Governo a velocizzare le procedure per la pubblicazione della graduatoria sulla cosiddetta ‘rottamazione della piccola pesca’.
“Le domande sono state presentate nelle more delle festività natalizie dello scorso anno, ma le lungaggini burocratiche, sempre più inspiegabili, stanno minando la solidità degli armatori, che in assenza di notizie non possono decidere di investire, con la logica conseguenza di subire una impasse che rischia di mandare a rotoli le loro attività”.
Per questa ragione, il parlamentare termolese ha presentato una interrogazione a risposta in commissione per sapere quali siano stati gli ostacoli che hanno impedito il buon fine dell’iter amministrativo e se i ritardi conclamati possano mettere a repentaglio l’utilizzo degli stessi fondi.
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IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE
Per sapere – premesso che: in data 14 ottobre 2013 è stato firmato, dall’allora Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo, il decreto che ha emanato un bando mirato alla «rottamazione» delle imbarcazioni della piccola pesca, recante le modalità attuative della misura di arresto definitivo mediante demolizione, ai sensi degli artt. 21 e 23 del regolamento (CE) n. 1198 del Consiglio del 27 luglio 2006, nelle Regioni Obiettivo Convergenza;
con il suddetto decreto si intendeva completare il conseguimento degli obiettivi di riduzione della capacità di pesca di cui ai Piani nazionali di disarmo in cui si articola il Piano di adeguamento, adottato con decreto direttoriale 19 maggio 2011, assegnando le risorse residue per le Regioni Obiettivo Convergenza di cui all’Asse l, pari ad Euro 25.000.000;
il decreto ha consentito di attivare la procedura per l’acquisizione delle domande di ammissione al premio di arresto definitivo da parte delle imprese di pesca interessate alla demolizione delle proprie imbarcazioni;
la domanda di ammissione, redatta in carta semplice dal proprietario dell’unità, doveva essere presentata all’ufficio marittimo di iscrizione della nave entro 30 giorni, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. La data di scadenza per la presentazione delle domande era fissata per il 27 dicembre 2013;
la fase istruttoria legata a queste procedure è stata lunga e irta di ostacoli burocratici e le imprese interessate sono ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria degli aventi diritto al premio di arresto definitivo;
il ritardo nella pubblicazione della graduatoria sta creando notevoli disagi agli armatori iscritti in ciascuno dei Compartimenti marittimi dell’obiettivo convergenza, i quali, a causa del permanere dell’incertezza, hanno finora rinunciato a presentare progetti di investimento con il conseguente rischio di veder fallire la propria attività –:
quali siano gli ostacoli che hanno impedito finora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria degli aventi diritto al premio di arresto definitivo, mediante demolizione, delle imbarcazioni della piccola pesca e quali siano i tempi previsti per tale pubblicazione;
se il ritardo nelle procedure previste dal decreto del Mipaaf del 14 ottobre 2013 possa compromettere la possibilità di utilizzo entro i termini previsti dei fondi europei destinati al comparto della pesca nelle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.