Commercianti fuori dai “Decreti Ristoro”, il Comitato molisano torna a farsi sentire

Dopo la serrata dei negozi di lunedì 16 novembre scorso, in cui un centinaio di imprenditori del commercio provenienti da tutto il Molise si sono ritrovati davanti al cancello della Regione Molise in via Genova per chiedere un’attenzione in più da parte delle istituzioni al settore, fortemente in crisi per via della pandemia, il Comitato Commercianti Molisani torna a farsi sentire attraverso una lettera inviata al Governatore Toma, all’assessore alle Politiche del Lavoro Michele Marone e al Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale Roberto Di Baggio.

«Il Comitato Commercianti Molisani, facendo seguito alle richieste formulate in occasione dell’incontro da Lei concesso alla nostra delegazione in data 16 novembre 2020, richiede aggiornamenti sui provvedimenti allo studio per il sostegno alla nostra categoria dato che vi era Vostro impegno di fornire indicazioni a riguardo entro la data del 01 dicembre 2020.

Ben consapevole della difficile situazione generale causata dalla pandemia da COVID-19 e delle innumerevoli e gravi problematiche che Lei e la Sua Giunta siete chiamati ad affrontare, pur non avendo alcun dubbio sulla validità dell’impegno personale da Lei preso nei nostri confronti, il Comitato Commercianti Molisani richiede nuovamente che si provveda quanto prima alla:

  1. liquidazione delle risorse stanziate con i precedenti Bandi: i tempi siano brevi in quanto tali provvedimenti devono avere il carattere dell’urgenza al fine di immettere liquidità in un sistema economico al momento incerottato.
  2. emanazione di un nuovo Bando che tenga conto delle problematiche contingenti (perdita di fatturato e costi fissi inderogabili quali fitti, bollette, spese per il personale). Nella formulazione del Nuovo Bando si richiede inoltre che per quanto possibile possano essere tenuti in considerazione i seguenti suggerimenti:
  • vi siano risorse dedicate alle attività con Codici ATECO esclusi dai Decreti Ristoro: è necessario che queste attività abbiano una corsia preferenziale non avendo ricevuto, a differenza di altre, alcun indennizzo statale;
  • l’assegnazione dei Fondi stanziati avvenga con procedure, quanto più possibile, oggettive: no perentorio al click-day ed a iter burocratici farraginosi in fase di rendicontazione;
  • sia prevista l’esclusione dal Bando delle associazioni, in quanto è prioritario tutelare il tessuto economico e produttivo al fine di preservare i tanti posti di lavoro a rischio;
  • vengano adottati criteri che non premino le attività che abbiano dichiarato perdite/bassi utili negli anni passati.

Ribadiamo che serve un cambio di rotta immediato: la situazione del commercio al dettaglio è molto complicata e si sta aggravando col passare del tempo; questa volta non tutti avranno le spalle abbastanza forti per reggere questo secondo duro colpo, e per così tanto tempo. Auspicando che Lei dimostri sensibilità alle nostre problematiche come dimostrato nell’incontro sopra citato, saremmo lieti di avviare un confronto (anche in videoconferenza) per fare il punto della situazione. Le porgiamo distinti saluti».

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