Coldiretti in piazza: «Costi di produzione lievitati dall’inizio della guerra in Ucraina. Stop alle speculazioni»

Salvaguardare la nostra Agricoltura significa tutelare anche il reddito dei consumatori. Si è ritrovata in piazza Gabriele Pepe questa mattina dalle 9.30 Coldiretti. Scopo della manifestazione: protestare contro il caro energia e l’aumento, divenuto ormai insostenibile, del costo delle materie prime che sta mettendo in ginocchio l’intero settore primario. Una situazione dei grandissima difficoltà aggravata anche dalla guerra in Ucraina. Coldiretti si è dichiarata subito contro il conflitto armato che oltre a causare la perdita di vite umane mette ancor più a rischio la stabilità nel nostro Paese, affossando anche l’economia.

Le aziende non riescono più a coprire i costi di esercizio delle proprie imprese a causa del impennata dei prezzi dell’energia che si trasferisce a valanga sui loro bilanci. Se il rincaro inammissibile del petrolio e dell’energia elettrica, spinti dall’invasione sconsiderata dell’Ucraina, costringe i TIR a rimanere in banchina, le industrie a ridurre la produzione, i pescherecci a rimanere nei porti, anche i trattori rischiano di fermarsi, non potendo le aziende sostenere il costo dei mezzi di produzione, a partire dai concimi, obbligandoli di conseguenza a tagliare i raccolti.

Dal latte alla carne bovina e suina, dalla frutta alla verdura, l’intera produzione agricola è strozzata dai bassi prezzi e dai maggiori costi dovuti al rincaro dell’energia, tanto che oggi un caffè ha il costo di tre litri di latte alla stalla. Una situazione paradossale che costringe i nostri allevatori a lavorare (non si sa fino a quando, ndr) ben al di sotto dei costi di produzione.

Per questo Coldiretti torna a chiedere ancora una volta all’Assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, un Piano zootecnico regionale, in mancanza del quale rischiano la chiusura a breve centinaia di aziende; un danno incalcolabile in termini di occupazione, salvaguardia e tutela del territorio e dell’ambiente.

In piazza anche diversi Sindaci della regione come i giovani agricoltori, seriamente  preoccupati per il loro futuro e quello delle loro aziende. In questo scenario a tinte fosche i giovani imprenditori agricoli molisani chiedono, fra le altre cose, anche di velocizzare e sburocratizzare le pratiche per ottenere i finanziamenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili dall’agricoltura.

Nel corso della mattinata il Prefetto del capoluogo, dott. Francesco Antonio Cappetta, ha ricevuto una delegazione dell’Organizzazione guidata dal Delegato Confederale e dal Direttore regionale, dott. Giuseppe Spinelli e dott. Aniello Ascolese, che gli hanno consegnato un Documento elaborato dall’Organizzazione a livello nazionale contenente le istanze del mondo agricolo, indirizzate al Governo centrale.

Le proposte/richieste di Coldiretti

  • Ristrutturazione e rinegoziazione del debito bancario delle imprese agricole con copertura pubblica e gratuita dell’Ismea
  • Riduzione delle percentuali Iva per sostenere i consumi alimentari
  • Sostegni finanziari ai coltivatori per ridurre i costi di produzione
  • Stop a contributi pubblici per aziende agroalimentari che non rispettano le norme sulle pratiche sleali
  • Riconoscimento ai produttori agricoli e zootecnici di un prezzo superiore ai costi di produzione
  • Indagine dell’Autorità Ispettorato del Mipaaf su tutte le industrie e le catene della grande distribuzione organizzata che praticano svendite sottocosto violando la norma
  • Attivazione dei decreti per 1,5 miliardi di euro per i pannelli fotovoltaici sui tetti senza consumo di suolo e 1,2 miliardi di euro per contratti di filiera per favorire un più equo riparto del valore tra diversi soggetti
  • Sblocco immediato dei pagamenti Agea per 100 milioni di euro entro marzo
  • Mantenimento degli interventi straordinari Covid incrementando la soglia a 300.000 euro per le imprese agricole
  • Sblocco domande Psr Regione Molise – Mis. 4.1 zootecnia anno 2018/2020
  • Consentire la coltivazione dei terreni a riposo
  • Etichettatura obbligatoria di origine su tutti gli alimenti
  • Avviare un piano di investimenti per realizzare bacini di accumulo delle acque piovane per combattere siccità e produrre energia pulita
  • Stop ai danni da fauna selvatica: non è più rinviabile l’intervento di modifica della legge 157 del 1992.
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