La nuova legge di Bilancio 2018 presentata dal Governo Gentiloni è dannosa, pericolosa e socialmente iniqua. Procedendo sul solco dei precedenti governi continua con la politica degli incentivi e delle risorse a pioggia alle imprese, non investe sul welfare, grandi tagli alla sanità pubblica , dà il via libera al nuovo inaccettabile aumento dell’età pensionabile, continua con le privatizzazioni e non riduce neppure la condizione di povertà che colpisce oltre 8 milioni e mezzo di persone. Di fatto permette ai ricchi di non pagare tasse e tributi, agli interessi privati di dominare sui diritti sociali e beni comuni, alle corporazioni di vedersi rafforzate, agli apparati militari e repressivi di far pesare il loro ruolo e così fare cassa.
Gli altri, cioè noi, siamo chiamati a pagare non solo economicamente ma anche con la perdita di diritti, tutele, sicurezza, stabilità, libertà, possibilità di un futuro.
Sono significativi nel decreto:
Gli sconti di tasse solo per gli imprenditori attraverso sgravi fiscali per i nuovi assunti e cassa integrazione strordinaria non sono giustificabili. Riproporlo in questa forma dimostra che l’obiettivo non è creare occupazione ma solo favorire il profitto privato a spese del contribuente. Con il Jobs Act in vigore che sancisce la piena “libertà” di licenziamento illegittimo per i nuovi assunti, la massima precarizzazione del lavoro del contratto a termine “acausale” e voucher vecchi e nuovi, il demansionamento, la videosorveglianza. questa manovra demolisce ancora di più diritti e tutele!
Insomma, come in passato, la generosità nelle elargizioni verso i ceti privilegiati non trova limiti di bilancio, tanto le spese le pagano lavoratori e pensionati che hanno sul groppone il 90% del carico fiscale.
Nessuno stop all’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile. Grazie alle controriforme del sistema previdenziale (dalla Dini alla Fornero) oggi bastano dei dati ISTAT a determinare quell’automatismo che porta ciclicamente un aumento dell’età pensionabile. E’ bene non dimenticare che la responsabilità di questa situazione è ascrivibile a quell’arco di forze politiche (dai fascisti, alla Lega, a Forza Italia, al PD) e sindacali (in primis Cgil-Cisl-Uil) che hanno appoggiato questi provvedimenti anche se oggi spesso, fingono di scandalizzarsene.
Aumentare di altri 5 mesi l’età pensionabile portandola dal 2019 a 67 anni, e poi in prospettiva a 70, è follia pura, è necessario che si determini una mobilitazione ed un conflitto vero nel paese: non solo contro il nuovo aumento ma contro un sistema pensionistico che a seguito della controriforma Fornero è diventato socialmente insostenibile. Come si fa a non vedere che già oggi, prima di ulteriori incrementi, si è prodotta una situazione inaccettabile? Negli ultimi 2 anni e mezzo i lavoratori ultracinquantenni sono aumentati di quasi 1 milione, mentre l’occupazione diminuisce nelle fasce centrali di età e i giovani sono inchiodati nella massima precarietà.!E che dire delle donne che alla pensione anticipata non ci arriveranno mai, per il doppio peso del lavoro produttivo e di carico familiare , che ancora ingiustamente pesa su di loro?
Risorse insufficienti per garantire un contratto vero ai lavoratori pubblici e tagli mascherati al servizio sanitario, si prospettano aumenti salariali risibili e un peggioramento delle tutele, dei diritti, della democrazia sul lavoro e un incremento del ricorso al disciplinare. Per la sanità pubblica un miliardi di Euro in più al Fondo Sanitario Nazionale, cioè una cifra inadeguata che non solo riduce ancora il rapporto spesa sanitaria/PIL, ma rischia di essere solo un bluff, di fatto cancellata dalla volontà di farvi ricadere costi contrattuali e sulle casse delle Regioni che si vedono anche tagliare i fondi per l’edilizia sanitaria e per il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per un contratto dignitoso sia economicamente che normativamente; abolizione della legge Fornero e riduzione dell’età pensionabile; contro nuove tasse pressioni fiscali e i tagli alla sanità, [highlight]sciopero 10 novembre, con manifestazione piazza Prefettura ore 10.30 [/highlight]