La notizia l’ho appresa come un secchio d’acqua gelida addosso in questo, rovente, sabato di giugno.
Un amico, un altro, se n’è andato all’improvviso, senza neanche salutare. Lo conoscevo da sempre, Eutizio Poleggi, compagno di mille giornate di gioventù e di lunghe chiacchierate al bar sulla vita d’un tempo e su quella di oggi, cambiata radicalmente. Perché “siamo cresciuti”.
Neanche il tempo di un ultimo caffè con sigaretta da Dario & Simone per salutarci: Eu, tuttappost’? Ue’ Mauri’, che ti prendi? Eppoi le volte in via Duca d’Aosta, alla sede della Misericordia per cui ha tanto combattuto perché arrivasse anche a Campobasso e di cui era fiero Governatore. La vicinanza agli altri, la cordialità, la gentilezza, l’aiuto al prossimo: Eutizio aveva recentemente coordinato gli aiuti da inviare alle zone terremotate e mi informava spesso di come andassero le cose in quei luoghi.
Ora che non c’è più, portato via in modo fulmineo, ci sarà una persona in meno con cui chiacchierare e ridere ma rimarrà la certa consapevolezza che la vita è una sola e va comunque vissuta come si vuole, senza condizionamenti e rimpianti.
Ciao Eu…