Cgil, Cisl e Uil sulla vertenza Formazione Professionale: “Le contraddizioni della politica non ricadano sui lavoratori”

A proposito della vertenza dei lavoratori della Formazione Professionale, le sigle sindacali interessate hanno inviato alla stampa il seguente documento congiunto.

“In una Regione allo stremo,  atavicamente alle prese con problemi occupazionali e di sviluppo, alle vertenze “storiche” già aperte (GAM, Zuccherificio, ITTIERRE, Nucleo industriale Venafro) se ne aggiunge una altrettanto grave, relativa agli operatori del sistema della Formazione Professionale. Si tratta di novanta persone (di 90 famiglie) che da oggi, 01 ottobre 2014, si trovano senza un posto di lavoro e senza prospettive. Il rischio è grosso: vedere compromesso il lavoro di una vita per i più “anziani” e le prospettive di futuro per i giovani che avevano intrapreso questo percorso occupazionale.

Queste Organizzazioni Sindacali, che in più occasioni hanno chiesto misure urgenti per ripartire nella nostra Regione dal lavoro, si schierano al fianco dei lavoratori nel chiedere a tutte le Autorità il massimo impegno per cercare concrete soluzioni alla vertenza. Abbiamo chiesto, nel corso delle diverse riunioni che si sono susseguite pressi l’Assessorato al Lavoro, un rifinanziamento del progetto (fino a dicembre 2014), ritenendo nel contempo indispensabile lavorare, in tempi certi, al riordino dell’intero sistema della Formazione Professionale in regione. Le risposte che abbiamo ricevuto non sono state affatto soddisfacenti, ed hanno evidenziato, da parte del Governo Regionale, una ferma volontà, per alcuni versi incomprensibile, di tagliare bruscamente i ponti con un sistema che, pur con tutte le sue debolezze, andava esaminato a fondo, cercando di fare tesoro sia delle criticità che delle buone pratiche. Siamo della convinzione che i processi, anche quelli di transizione tra sistemi diversi, vanno governati insieme, e in questa direzione andava la richiesta di un rifinanziamento di 90 giorni, per il consentire la sperimentazione del progetto sul Sistema Regionale di Orientamento Permanente.

Chi ha voluto quel progetto, chi lo ha votato in consiglio Regionale sei mesi fa, con l’impegno di mettere nel frattempo a regime un sistema, se ne deve assumere piena responsabilità. Non si può ora attribuire ad altri la colpa di aver fatto passare sei mesi senza fare “proposte”!

La Regione Molise, nell’insieme delle sue componenti politiche, faccia, invece, un’assunzione di responsabilità collettiva, per quanto fatto (e non fatto), oggi ed in passato. Dia risposte ai lavoratori nell’immediato, ed inizi a dare TEMPI CERTI sul sistema di riordino, sulle normative di riferimento e su quant’altro voglia attuare, per portare i cittadini ed i lavoratori fuori dal pantano in cui sono stati trascinati.  

Restiamo dubbiosi, visti i tempi stringenti e la necessità di trovare risorse nell’immediato, circa l’efficacia di interessare della vertenza la Direzione del Ministero del Lavoro, specie se la richiesta è fatta con le premesse di cui alla nota dell’Assessore Petraroia. In ogni caso, visto che la richiesta è stata fatta, chiediamo a sua Eccellenza il Prefetto di Campobasso, di verificarne iter e ammissibilità presso il Governo centrale. Per quanto di nostra competenza siamo a disposizione per dare contributi anche di carattere propositivo, ma ciascuno faccia il suo: non lasciamo che le contraddizioni della politica ricadano sempre sui lavoratori!”.

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