Altro giro, altra corsa. Il Campobasso riannoda i fili della storia e torna a Catania dopo 33 anni, su un campo che una volta si chiamava “Cibali” e che oggi è intitolato, dal 2002, allo storico presidente Massimino.
Non ha mai portato troppa fortuna l’impianto di piazza Spedini ai colori rossoblù, che in nove precedenti, tutti racchiusi tra il 77/78 e l’88/89, è riuscito a spuntarla in una sola circostanza, il 28 febbraio 1988 nel torneo di C1. Allora i lupi, guidati dal compianto Mario Russo, si imposero d’autorità con un 1-3 firmato da una delle coppie gol più belle e prolifiche di sempre, quella composta dallo scattante Gabriele Lanci (doppietta) e dal “panzer” Marco Romiti, che chiuse il match dopo il provvisorio 1-2 firmato da Attilio Tesser, attuale coach del Modena capolista del girone B. Per il resto ai nostri colori il “Cibali” non ha riservato nulla di “clamoroso”, secondo l’aggettivo attribuito al radiocronista Sandro Ciotti (ma non c’è la prova registrata) nel 1961 dopo un Catania-Inter 2-0.
Il Campobasso infatti a Catania ha racimolato nelle altre otto partite solo 3 punticini, a fronte di cinque brucianti e spesso sfortunate sconfitte. La storia degli incroci tra due città profondamente diverse per dimensioni e storia calcistica, parte dalla stagione 77/78, nell’ultima serie C prima della riforma dei campionati e lo “sdoppiamento” in C1 e C2. Il Catania, in lotta per l’immediato ritorno in serie B affronta il Campobasso di Fortini alla prima di ritorno e solo un gol del difensore Bertini nel finale piega i rossoblù. Quella dei difensori goleador degli etnei è il filo conduttore di quasi tutte le gare perse dal Campobasso in casa dei rossoazzurri. Il Catania perde lo spareggio con la Nocerina ed è ancora “tra noi”. È costretto a partecipare alla nuova C1.
Nel 78/79 Alivernini illude la squadra guidata da Fontana, che spreca anche il raddoppio prima di subire inevitabilmente il pari di Morra. Nel marzo 1980 oltre ventimila spettatori spingono il Catania di De Petrillo al 2-0 firmato Chiavaro-Labrocca. Neanche a dirlo, due difensori. I gol se li becca Tomei, il sostituto incolpevple dell’infortunato portiere titolare Paleari. Gara presente sulla schedina del Totocalcio, ed addirittura nella scaletta radiofonica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, come un big match. La racconta nei flash nientemeno che Candido Cannavò, futuro direttore della Gazzetta dello Sport, di cui nella fattispecie è “solo” il corrispondente dalla città “dell’Elefante”. Per il Campobasso di Mialich è un duro colpo alle ambizioni di promozione, la quale sfumerà soprattutto per l’inconsistenza dell’attacco nelle gare esterne. Ciao ciao Catania, ci rivediamo in serie B. Nell’82/83, infatti il match si ripropone al piano di sopra. Ed il Catania lotta per salire ancora più su quando i rossoblù di Pasinato gli fanno visita nell’isola. La spuntano gli etnei, con una ciabattata di Ciampoli (professione stopper) al quarto d’ora della ripresa.
Il Catania fa solo un giro in serie A, nell’84/85 ospita di nuovo i lupi guidati stavolta da Mazzia. Al “Cibali” è il 23 dicembre e finisce con uno 0-0 molto “natalizio”. Il 9 marzo 1986 il Catania si impone nella ripresa con Mandressi e una goffa autorete del nostro Argentesi. Per chi crede ai ricorsi storici la coincidenza è incredibile. Stessa data di sei anni prima e (purtroppo) stesso risultato. Si salveranno comunque tutte e due. Il 16 novembre 1986 è l’ultima gara catanese in serie B fra i due club. L’1-1 che ne scaturisce matura tra il 15′ (rigore realizzato da Sorbello) ed il 20′ (risposta di Vagheggi). Il Campobasso di Grip gioca bene ma concretizza pochissimo e si deve accontentare. L’annata sarà costellata di occasioni perse e di rimpianti. Dopo la retrocessione (di entrambe) la nuova edizione di Catania-Campobasso va in onda in C1. È il 28 febbraio 1988, con l’1-3 già descritto e che fu parzialmente “oscurato” dallo sciopero dei giornalisti. Chi scrive era all’Olimpico di Roma a seguire il match tra giallorossi e Juventus (2-0, doppietta di Desideri) con altri campobassani. Digiuni di informazioni, apprendiamo del roboante 1-3 telefonando da una cabina pubblica a gettoni e urlando a squarciagola una volta saputo del risultato. Ce lo siamo fatti ripetere più di una volta…
L’ultimo Catania-Campobasso è del torneo successivo. Quello del “definitivo” crepuscolo rossoblù. Etnei in gol nella ripresa ancora una volta con un “non-attaccante”, Romolo Rossi. Rete decisiva nel contesto di un match durissimo che il lupo perde recriminando non poco con l’arbitro, accusato di tollerare le scorrettezze dei padroni di casa. Ovvero, quando il fattore campo era tale per davvero…. Poi, per finire, i doppi ex. Tra gli altri: Guido Biondi, amatissimo a Catania. Bonesso, Mandressi, D’Ottavio, Sandro Pellegrini, Corona Emmausso, Rossetti e Liguori, più i tecnici De Petrillo, Rambone, Busetta. (Si ringrazia Lamberto Bertozzi)
Stefano Castellitto
