Carpi-Campobasso, le curiosità della vigilia. Braglia: «Rispetto molto il Carpi, serve una grande partita»

L’allenatore toscano non vuole pressioni: “Vincere il campionato? Siamo un gruppo giovane, non è giusto caricarlo di responsabilità”

Quando sono usciti i calendari e gli orari, quella del “Cabassi” è stata da subito cerchiata in rosso dai numerosi tifosi del ‘lupo’ sparpagliati in settentrione. Per la prima volta, infatti, dai tempi ormai remoti della serie B (1987) il Campobasso giocherà “così” a Nord, in attesa delle gare nel girone di ritorno sui campi di Legnago e di Solbiate Arno, dove è di casa il cosiddetto Milan Futuro.

Al “Cabassi”, domenica nel canonico (una volta) orario delle 15, si ritroveranno in tanti “expat”, oltre naturalmente a quelli che si sciropperanno dodici ore d’auto tra andata e ritorno da Campobasso, autentici eroi, vessilliferi di una passione antica o recente, al seguito di una squadra che – risultati alla mano – cerca di aggiornare la sua storia, riagganciandosi ad un passato glorioso sì ma lontanissimo. Per cui, come già accaduto per esempio a Riccione lo scorso anno in D (ultima gara in Emilia-Romagna) sarà curioso ascoltare gli accenti lombardi, emiliani o veneti in bocca a bimbi entusiasti vestiti di tutto punto con i meravigliosi colori rosso e blu addosso, insieme ad attempati signori che approfitteranno dell’occasione per rivedere i vecchi amici. A meno di 48 ore dal match, sono ben 400 i tifosi molisani ad aver comprato il biglietto nel settore ospiti. Prevendita chiusa alle 19 del sabato.

I TEMI- Carpi e Campobasso, ovvero due modi diversi di essere “neopromossa”, si ritrovano a meno di sei mesi di distanza a campi invertiti rispetto a quel 2-0 dello scorso 19 maggio al “Molinari”, gara di poule scudetto decisa da Di Nardo (lui ci sarà) e Romero (ora al Chievo, in D). Da allora sono cambiate tante cose. Il Campobasso quasi totalmente, il Carpi ha di contro sposato un’altra filosofia, conservando diversi elementi della passata stagione (ben undici), compreso l’allenatore della promozione, Cristian Serpini.

Se il Campobasso non perde da nove giornate (0-1 con la Torres il 14 settembre, quasi due mesi fa), il Carpi esibisce l’imbattibilità del “Cabassi”, che dura dal 24 settembre 2023 (1-2 col Fanfulla in serie D) e che nel giardino di casa ha fatto bene anche nella categoria superiore. Per il Campobasso sarà un’avversaria da prendere con le molle. Lo ha confermato il tecnico Braglia già qualche giorno fa, e lo ha ripetuto nella consueta, scoppiettante, conferenza della vigilia: “Dobbiamo andar là con le antenne belle dritte” – ha detto – “altrimenti ci lasciamo le penne”.

Sui biancorossi emiliani ha avuto parole di elogio: “Rispetto molto il Carpi, e diffido di questa partita che dobbiamo affrontare con grande attenzione. Ringrazio la proprietà che ci fa andare in treno, perché stare sette otto ore in autobus non è il modo migliore di preparare il match. Il Carpi gioca bene al calcio, gioca a memoria, fa rotazioni continue in mezzo al campo. Si vede la mano della persona che l’allena (Serpini, n.d.a.) che ha dato alla sua squadra un’identità precisa. Sono tornati al modulo preferito, al 4-3-1-2, ed hanno subito vinto due partite. Per farla breve, se scendiamo di livello le buschiamo. Voglio una grande partita dai ragazzi, solo così possiamo raccattare qualcosa”.

Un Braglia carico ma molto contrariato con un titolo di un quotidiano sportivo, che forzando un po’ la mano “Campobasso sogna, Braglia specialista” non ha messo di buon umore il tecnico rossoblù. Quella che è in realtà una sintesi giornalistica che fotografa il buon momento della squadra, imbattuta da 9 gare, è stato interpretato come un tentativo di mettere ulteriore pressione ad un gruppo comunque giovane. “Certamente è una squadra con valori alti per la categoria” – ammette – “tuttavia non posso leggere che qui si pensi a vincere il campionato. Non trovo giusto, né corretto gettare una croce così addosso ai ragazzi, investendoli di una responsabilità più grande di loro. Qua si gioca con 2005, 2004, 2003 e via discorrendo, vanno lasciati tranquilli. Siamo una neopromossa, facciamo minutaggio, molti elementi hanno tuttora diversi margini di miglioramento, ma a dire che si voglia vincere il campionato ce ne passa”.

Elogi per Mancini, Pellitteri, Serra, Bigonzoni, definito “scheggia impazzita, un passo superiore alla C. L’obiettivo è quello dichiarato all’inizio di stagione: salvezza anticipata e poi “Levarci dai casini (della zona calda, n.d.r.) prima possibile, perchè nel ritorno sarà tutto un altro campionato, con tre o quattro elementi nuovi per squadra. Non mi va di prendere in giro la gente che ci viene a vedere, serve rispetto. L’ unica cosa è stare zitti e lavorare, io devo preservare il gruppo che alleno e che lavora da tre o quattro mesi, cui è giusto chiedere il massimo che possano dare, senza sventolare chissà quale bandierina”.

PRECEDENTI BRAGLIA vs CARPI – Braglia e il Carpi, invce, si sono già incontrati più volte. L’allenatore del “lupo” già cinquant’anni fa (campionato 74/75) da calciatore fece 0-0 con il Montevarchi, dopo aver contribuito all’ 1-0 per i toscani al “Brilli Peri”. Vent’anni dopo, da tecnico dei rossoblù valdarnesi coglie un altro pareggio (1-1). Nel 2011, alla guida della Juve Stabia, nella finale di andata della Coppa di serie C, vince 1-3 con una doppietta di Mbakogu (poi a Carpi anche in A) e Giorgio Corona, che a Campobasso non ha bisogno di presentazioni. Ultima sfida carpigiana per l’allenatore toscano sei anni fa alla guida di altri “lupi”, quelli del Cosenza, in serie B, 1-1 anche in quella circostanza. Domani un altro stuzzicante capitolo di una storia infinita.

LE PROBABILI FORMAZIONI

Carpi (4-3-1-2): Sorzi; Tcheuna, Zagnoni, Calanca, Verza; Contiliano, Mandelli, Figoli; Puletto; Saporetti, Gerbi. All.: Serpini.

Campobasso (3-4-1-2): Forte F.; Mancini, Benassai, Calabrese; Morelli, Pellitteri, Baldassin, Pierno; D’Angelo; Di Nardo, Di Stefano. All.: Braglia.

Arbitro: Pasculli di Como.