Sabato prossimo, 17 febbraio, alle ore 18.30 il consigliere regionale delegato alla Protezione Civile e alla Ricostruzione post terremoto Salvatore Ciocca sarà a Colletorto (CB), presso i locali della Chiesa del Purgatorio, per “raccontare” la strana storia dell’inquinamento ambientale, certificato dalle indagini dell’Arpam e dell’Ispra, a Capoiaccio, in agro di Cercemaggiore.
Un incontro aperto al pubblico, a chiunque vorrà ascoltare e conoscere questa vicenda, che sarà moderato – anche questa volta – dal giornalista Giovanni Mancinone e che vedrà l’autorevole presenza del professor Luigi Pizzuto, storico. Solo qualche giorno fa, invitato dall’associazione “Galanti”, ha incontrato anche la cittadinanza di Santa Croce del Sannio, comune del beneventano ugualmente interessato dalla vicenda. Sul finire degli anni Settanta, l’amministrazione entrò in campo prepotentemente chiedendo indagini approfondite all’Ufficio del medico provinciale competente: fu accertato, nel marzo del 1978, che nelle acque del torrente Rio Torto, prima della confluenza con il torrente Rio Freddo, vi erano sostanze inquinanti e che “la fonte di inquinamento era a monte del prelievo, pertanto da localizzare nel complesso Montedison”.
“Ritengo che la vicenda di Capoiaccio meriti di essere conosciuta ed approfondita sia nella nostra regione, dove ci sono aree ad elevato rischio – e per le quali mi sono impegnato direttamente con la presentazione di un emendamento approvato all’unanimità in Consiglio regionale che consente l’attivazione di un monitoraggio ambientale semestrale anche nei comuni di Castelmauro, Venafro, Guglionesi e Campomarino – sia in quelle zone extraregionali, limitrofe all’area di Capoiaccio, per le quali nei decenni passati si sono ugualmente riscontrati danni e problematiche. Con questo obiettivo ho inteso inviare, ad ogni singolo Comune della nostra regione, una copia del libro-dossier affinché ogni amministrazione possa avere contezza di questa vicenda e degli sviluppi che si sono registrati a distanza di decenni”.