Champions League scànsati proprio. Il girone F quest’anno è ricco di nomi di un certo blasone, a cominciare dal Real (Monterotondo), la prima avversaria dei “lupi”. Che dire poi dello United (Riccione), del (Roma) City, dell’Atletico (Ascoli) e della Juve (Alma Fano)? E menomale che il Porto (d’Ascoli) ha cambiato nome, dando nuova vita alla gloriosa Sambenedettese…
La città di Campobasso torna dunque al via della categoria alla quale, che sia “piazza importante” o no, è più affezionato. Lo ha fatto con più club, con più “matricole” se preferite, questa è la sesta differente dopo alcune dolorose vicende che si sono ripetute negli anni. La gloriosa Unione Sportiva (promossa in C nel 75 con l’avvocato Nucciarone alla presidenza), il Football Campobasso di Scasserra (e ahimè di Johnny Di Stefano), l’Ac Campobasso di Berardo (promosso in C2 nel 2000), il Nuovo Campobasso di Rizzi prima e Capone poi, il Città di Campobasso prima di Perrucci (e dei tifosi), quindi di Circelli e… De Francesco.
Che la serie D sia la “casa” del Campobasso lo sottolineano i numeri, 1474 partite, 574 vittorie, 405 pareggi e 445 sconfitte, con 1759 gol segnati e 1471 al passivo. Volendo, si potrebbero aggiungere un 6-0 al San Pietro Vernotico (nella Promozione Interregionale del 49) e un 3-0 al Chieti nel 2016, gare effettivamente disputate ma poi vanificate dal ritiro delle avversarie in questione.
Rosario Majella con 50 reti è il goleador rossoblù di categoria (una tripletta alla prima giornata, nel 2008, col Luco Canistro), mentre il compianto Mario Ruzzi, a lungo capitano è stato il più presente a questi livelli con 266 gettoni. L’allenatore pescarese De Angelis, classe ’10, ha messo insieme 92 panchine in D (o IV serie), più di chiunque altro. Otto i tornei della presidenza Saggese, sei quella di Colagiovanni. Rizzetta ha in animo di diventare più “longevo” di loro, ma al piano di sopra, almeno in serie C.
Si parte in casa, dove nei venti precedenti simili, i rossoblù sono stati sconfitti solo una volta, dai salentini del Cezzi Novoli (1-2) nel 1965. Lo 0-2 per mano della Ternana, nel ’59, fu frutto di una decisione “a tavolino” dopo lo 0-0 maturato sul campo. Il match col Trani del 1958, in calendario alla prima giornata, e vinto 2-0, scalò a novembre. Nel 2017, ultima volta col CB in casa nel turno inaugurale, tra gli avversari della Sangiustese era in campo un giovanissimo Cheddira, ora in serie A, al Frosinone. Finì 1-1.
Il 28 gennaio 2007 ultima sfida molisana col Monterotondo (che non era ancora Real): al Campobasso non bastarono due gol di vantaggio (Artiaco e Lenci). Laziali in doppia rimonta, tra l’83’ e l’87’. Nella stagione precedente finì 1-0, il gol firmato sempre da Gigi Artiaco.
Uno sguardo alle avversarie. Del tutto nuove per il calcio campobassano Forsempronese, Atletico Ascoli e Roma City (che ha preso il titolo della Vis Artena dopo la retrocessione). Del Monterotondo si è detto. Riecco il Sora, bestia nera della stagione 2000/01. I bianconeri di Di Pucchio sbarrarono il passo all’Ac Campobasso di Berardo sulla strada della C1. L’ultimo incrocio con l’Alma Fano risale alla stagione 2015/16 (finale playoff, persa 3-2 nelle Marche). Sette anni sono passati pure dall’ultimo match contro la Sambenedettese (lupi sconfitti in trasferta 2-1 il 17 gennaio 2016). Il derby col Termoli non va “in onda” dal 2015 (1-1 in riva all’Adriatico). L’ultimo L’Aquila-Campobasso è del 2017/2018 (0-0 a Selvapiana e pesante sconfitta 1-4 a L’Aquila), in serie D. L’affascinante stagione che è alle porte ripropone per il “lupo” due sfide piuttosto rare, con la Vigor Senigallia (ultimo incrocio nel febbraio 95, 0-0) e col Riccione (anche se non “United”), battuto a domicilio in C2 nell’ormai remoto 1990 (0-2, autogol di Dozzi e Citarelli).
Infine riecco Chieti ed Avezzano (incontrate nell’anno dello stop per emergenza sanitaria), quindi Matese, Vastogirardi e Notaresco, avversarie nel magico torneo 20/21. Qui i ricordi sono piuttosto freschi, soprattutto la sfida in diretta tv del 1° aprile 2021 in casa degli abruzzesi che fece capire a tutti chi fosse il padrone del campionato.
Stefano Castellitto