Campobasso e il Molise non sono più isola felice ma bisogna reagire

Avrebbe le ore contate il responsabile dell’incendio appiccato al portone dell’ingresso laterale del Convitto Nazionale Mario Pagano che è costato la morte a Domenico De Maria, 58enne custode del palazzo, colto da un improvviso malore mentre tentava di arginare, ieri all’alba, le fiamme che lambivano il grosso atrio in legno.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso stanno esaminando senza soluzione di continuità le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della struttura di corso Bucci che, sembrerebbe, non lascerebbero alcun dubbio sul fatto che si sia trattato di una bravata di un balordo che, però, si è trasformata in una tragedia per il povero Domenico. Incendio doloso, dunque, il reato ipotizzato per l’attuale ‘mister x’ che, però, certamente a breve riceverà un volto ben preciso. Il sostituto procuratore Barbara Lombardi che coordina le indagini ha disposto, intanto, che si effettui l’autopsia sul corpo del De Maria per fugare ogni dubbio sul fatto che la sua morte sia avvenuta per arresto cardiocircolatorio dopo lo spavento iniziale e la stanchezza nel tentare di domare le fiamme.

Intanto in città non si parla d’altro e tutti pensano che il povero De Maria debba quantomeno ricevere un riconoscimento dalle istituzioni, come proposto dal consigliere comunale PD Avv. Lello Bucci che pensa alla richiesta di concessione di una medaglia al valor civile alla memoria. Ma, purtroppo, i cittadini si interrogano anche su un aspetto strettamente collegato all’accaduto di ieri: Campobasso non è più un’isola felice, come lo è stato per tanto tempo in passato. Sempre più si assiste ad atti criminali che nulla hanno a che vedere con l’innocenza e l’ingenuità di un mondo che, abituato ad arrivare sempre secondo, viveva il problema sociale della delinquenza solo in maniera estremamente marginale. Nei giorni scorsi i media hanno parlato dell’ultima moda di incendiare gli usci degli ingressi degli appartamenti nei condomini con carta imbevuta di liquido infiammabile: chissà che gli episodi non siano collegati; le modalità sembrerebbero le stesse, altrimenti perché dare alle fiamme immondizia proprio sotto il portone in legno del Pagano? Come ci si spiega l’aumento sempre maggiore di furti in tabaccherie, banche, uffici postali. E le esplosioni in piena notte per rubare dai bancomat? Tutto normale? In alcuni paesi una notte sì e l’altra pure si verificano furti di macchinari agricoli. Le automobili rubate in Molise le ritroviamo dopo anni in Puglia. Ieri, addirittura, una targa rubata ad Isernia era montata su un’auto in Abruzzo utilizzata per una rapina. Per non parlare dei topi d’appartamento…

Così come cambiano i tempi cambia anche il modo di fare del male al prossimo… Probabilmente, sempre con anni di ritardo rispetto al resto della penisola, è arrivato il nostro momento ma dobbiamo essere pronti a reagire. Il Comune di Campobasso ormai da oltre un anno ha siglato con Prefettura, Regione e forze dell’ordine un “patto per la sicurezza” per aumentare la sorveglianza in città tramite l’installazione di 140 telecamere. Ma, come spesso accade, il tutto giace inspiegabilmente in qualche ufficio, come lettera morta. Le forze dell’ordine fanno quello che possono e forse anche di più. Ma anche qui si potrebbe innescare il problema della carenza di personale e mezzi più volte urlato ai quattro venti dal sindacato di Polizia, soprattutto in basso Molise.

Insomma, c’è una complicità estesa un po’ a tanti fattori che fa sì che questa città e, di conseguenza, questa regione non viva più sonni tranquilli. Bisogna reagire, dicevamo, a partire dai cittadini che quasi sembrano rassegnati allo stato di cose. Bisogna reagire dal nucleo fondamentale che è quello della Famiglia: probabilmente nel mondo che gira a mille non c’è più tempo per educare, ma lo dobbiamo ritrovare. Lo dobbiamo ritrovare per tutti quelli che hanno ricevuto e che ricevono ingiustizie, lo dobbiamo ritrovare per Domenico De Maria, un eroe.

emmesse

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