Nel giorno delle 100 presenze di capitan Ciccio Bontà si gioca Campobasso-Messina, senza dubbio la partita più importante di questo delicato scorcio di stagione per il “lupo”. I peloritani hanno decisamente cambiato marcia con la gestione Raciti, subentrato al pittoresco Capuano (che comunque guidò i giallorossi siciliani nel 2-0 dell’andata).
Non sono molti i precedenti fra i due club, che tornano a sfidarsi al “Romagnoli” a distanza di 35 anni. Sul terreno di contrada “Selvapiana” quello di serie B del 25 gennaio 1987 fu uno 0-0 ricco di rimpianti per l’ultimo Campobasso di Tord Grip, frenato dagli errori in fase offensiva e dalle parate dell’ex Paleari. A fine gara, nonostante una prova generosa, costellata da un dominio territoriale costante ma infruttuoso, e comunque da una buona prestazione al cospetto di un Messina all’epoca secondo in classifica, il presidente Molinari si convinse, pressato da una contestazione feroce: via il tecnico svedese, sempre difeso dal presidente fino ad allora, e via pure Fontana, suo “secondo”, di fatto il prestanome. Per la sostituzione Vitali vince la concorrenza di Angelillo, Carosi e Giacomini, dopo il cortese ma fermo rifiuto di Mazzone.
In precedenza- parliamo solo di campionato, escludendo l’1-1 di coppa Italia sempre al nuovo impianto alle porte di Oratino, Campobasso e Messina si erano sfidate solo altre due volte, sempre in serie C. Il 6 giugno del 1976 la matricola rossoblù conclude nel migliore dei modi il suo primo campionato del dopoguerra in terza serie battendo i siciliani con un netto ed indiscutibile 2-0, con un gol per tempo firmati da Alberto Medeot e da Bruno Pinna. Campobasso sesto in classifica, Messina quinto 3 punti più su, dietro le grandi Lecce e Benevento (duello epico per la B, che gli stregoni sfiorano con una stagione strepitosa), ed alle spalle di Bari e Sorrento.
Il 30 gennaio 1977 – prima di ritorno – invece finisce 0-0. Prova incolore del Campobasso che sia come società che come squadra ha esaurito la spinta propulsiva degli anni entusiasmanti della scalata dalla D. Ne fa le spese il tecnico De Petrillo, che lascia il posto a Landolfi. Il Campobasso si salva solo all’ultima giornata. Insomma, tre precedenti e due mancate vittorie rossoblù che sono costate la panchina a due allenatori… come percentuale niente male. Cudini, che però gode di enorme fiducia da parte del club, farà meglio a toccare ogni amuleto possibile…
Stefano Castellitto
