Campobasso fuori dalla Lega Pro, il Consiglio di Stato non ribalta le precedenti decisioni

Ci sono voluti ben 56 giorni per decidere se la S.S.D. Città di Campobasso abbia o meno le carte in regola per poter partecipare alla prossima stagione di serie C. Da quel 1° luglio scorso quando, come un fulmine a ciel sereno, giunse la notizia della prima bocciatura da parte della Covisoc all’iscrizione al campionato effettuata dalla società, gran parte dell’estate campobassana è trascorsa sperando in un ribaltamento della decisione nei successivi gradi di giudizio ai quali patron Gesuè e il suo staff si sono appellati senza alcun tentennamento, convinti della correttezza delle proprie azioni. Così, purtroppo, non è stato. Il Consiglio di Stato ha sentenziato definitivamente l’uscita di scena dai Prof dell’undici del capoluogo.

Ripercorrendo il calvario rossoblù sono state cinque le tappe (tra conferme e speranze) di giudizio attraversate per arrivare fino all’esclusione irrevocabile di questa mattina: l’8 luglio il Consiglio Federale non fa altro che confermare ciò che una settimana prima aveva stabilito la Commissione di vigilanza della Figc il 1° luglio e, dieci giorni dopo (18 luglio) anche il Collegio di Garanzia del Coni fa altrettanto.

Il 27 si riaccendono le speranze con la sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (competente per territorio) che sostanzialmente blocca la composizione dei 3 gironi della Lega Pro per poter decidere sulla questione ma, il 2 agosto successivo, i giudici romani spengono di nuovo la luce, bocciando ancora la richiesta di licenza nazionale da parte del Campobasso.

Neanche 24 ore e il ricorso, l’ultimo, dei legali di parte della Dcf Sport Legal Di Cintio e Ferrari è sul tavolo del Consiglio di Stato il quale (il 4 agosto), con decreto a firma del Presidente della Sezione Quinta Luciano Barra Caracciolo, accoglie l’istanza e fissa per il 25 agosto successivo la camera di consiglio dalla quale è scaturita la terribile sentenza per il popolo rossoblù.

Nel frattempo i Lupi partono per il ritiro: prima Paduli (16 agosto) e poi Rivisondoli (dal 20). Una ventina di calciatori, tra conferme e novità, si prepara comunque per una nuova stagione seguendo le indicazioni di mister Prosperi, ricevendo anche la “visita” di circa 200 ultras che non fanno mai mancare il proprio sostegno morale.

In questo lasso di tempo, tuttavia, si scatena il pandemonio: la battaglia Lega-Società esplode virulenta: il presidente della Lega Pro Ghirelli non le manda certo a dire e manifesta più volte la sua volontà di far “rispettare le regole” che, a suo dire, non possono essere ignorate e addirittura parla di “danno creato a tante società in regola” con lo slittamento dell’inizio della stagione al 4 settembre e si costituisce in giudizio per tutelare le proprie consociate (non tutte allineate a dire il vero…). L’epilogo è fresco di giornata…

Il Campobasso esce di scena dopo quattro stagioni (con una possibilissima mancata promozione causa pandemia e una promozione sul campo entusiasmante) in cui tutto sembrava in ordine, al suo posto, dopo aver trovato finalmente competenza e professionalità nel mondo del pallone dopo anni di approssimazione e mediocrità. Una pausa di un anno, ora, ricaricherebbe le batterie e darebbe nuovo slancio agli stessi (?) o ad altri interpreti che al momento, tuttavia, non sembrerebbero esserci. Altri scenari ce ne sono ma, dopo tante chiacchiere, ai tifosi interessano i fatti.

emmesse

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