Campobasso-Catania, torna una classica degli anni ’80. Tradizione contro gli etnei, mai vittoriosi in casa del Lupo

Tutti tra il ’77 e l’88 i match molisani del passato tra Campobasso e Catania, che tornano così a sfidarsi dopo un’eternità. La tradizione – diciamolo sottovoce, hai visto mai? – è con i rossoblù che hanno concesso, almeno a casa loro, le briciole ai quotati avversari, capaci di artigliare un pareggino qua e là, ma anche di rimediare delle sonore batoste. Totale undici gare, comprese due di Coppa Italia maggiore. Bilancio 6 vittorie e 5 pareggi, 12 a 2 il conto dei gol.

La storia del match parte inevitabilmente dall’11 settembre 1977. Catania retrocesso dalla B e superfavorito al ritorno al piano di sopra. Campobasso, invece, al terzo anno in C, dopo aver scongiurato il fallimento (è arrivato Falcione alla presidenza, dopo una lunga crisi). È la prima giornata, il Campobasso davanti a 7 mila spettatori, va in vantaggio con Capogna, viene raggiunto da Morra e spreca nel finale un rigore con Berardi. È 1-1, che spiega tante cose. Ovvero che la squadra di Fortini ha delle qualità (messe a frutto con la qualificazione alla neonata C1) e che il Catania dovrà soffrire, non sarà facile vincere ed infatti, in B ci andrà la Nocerina di Giorgi, allo spareggio proprio contro i rossoazzurri.

Grigio 0-0 nel campionato successivo, il 1° aprile ’79, col Catania beffato da Pisa e Matera nella corsa alla B. Pochi mesi dopo, il frizzante Campobasso guidato da Benvenuto (mancato proprio qualche giorno fa), surclassa con un perentorio 4-1 i siciliani, grazie ad una doppietta di Motta (nato proprio a Catania), Nemo ed Alivernini. Gli schiaffoni fanno bene al club rossoazzurro, che riparte con maggior determinazione alla ricerca della promozione, affidandosi alle sapienti mani di Lino De Petrillo il quale riesce nel salto di categoria.

Ci si ritrova in B, nell’82, con la matricola terribile Campobasso che sfiora il colpaccio contro un robusto Catania. A fine stagione la squadra di Di Marzio centra il ritorno in A. Il 19 maggio dell’85 il Campobasso di Bruno Mazzia è in piena corsa per la salvezza, i due punti servono come il pane. Risolve tutto un velenoso diagonale di Maestripieri che si spegne nell’angolino. Qualche mese più tardi (20 ottobre), si cambia scenario e si gioca al nuovo “Romagnoli”. Mazzia è ancora il tecnico ma è a forte rischio. I suoi ragazzi non vincono ma ce la mettono tutta, prendendo tre legni. Buon per il tecnico biellese che il catanese Borghi si faccia parare il rigore da Bianchi a metà primo tempo, dopo che l’arbitro aveva decretato la ripetizione del tiro dal dischetto, che in precedenza l’attaccante catanese aveva realizzato ma fermandosi durante la rincorsa.

Sabato di Pasqua del 1987, 18 aprile. Il Campobasso guidato da Vitali strapazza gli etnei (a lungo in 10) con un netto 4-0. Perrone fa doppietta, segnano pure Goretti e Mollica. Si fa male Vagheggi e l’infortunio dell’attaccante toscano avrà il suo peso nel bollente (e jellatissimo) finale di stagione. Le due squadre si ritrovano in serie C1 nei due anni successivi. Due risultati fotocopia, 1-0 per i nostri colori. Della Pietra e l’ex Mandressi mettono la firma nel tabellino dei marcatori. E la storia continua… (© foto in home Motta-Nemo-Alivernini)

Stefano Castellitto