Campobasso-Avellino, il girone di ritorno parte col botto

Basta il nome dell’avversaria, stavolta, per dare al match di domani l’importanza che merita. Campobasso-Avellino, le telecamere free (ma neanche poi tanto gratis) della tv di Stato, daranno ancora più lustro ad un match assai sentito.

Ultima del 2021 – anno storico della risalita in serie C – e prima del girone di ritorno, prima di diciannove battaglie nelle quali il “lupo” nostrano cercherà di guadagnarsi la permanenza in una categoria bellissima e complicata. Quello irpino, dal canto suo, farà di tutto per accorciare dalla capolista Bari, un’impresa ancora più difficile.

Non è una gara con molti precedenti, visto che per anni l’Avellino ha frequentato l’aristocrazia del calcio (dieci anni di serie A fra il ’78 e l’88) e sempre e comunque un paio di piani più in alto del “ruspante” lupo di casa nostra. Undici anni fa l’ultimo precedente. Il 19 dicembre, ultima di andata di una Seconda Divisione che il Campobasso ha ottenuto con un imprevedibile ripescaggio. Irpini in vantaggio con Millesi dopo appena 4′, pareggia Visconti per i rossoblù una ventina di minuti dopo. Poi basta. I verdi si mangiano l’impossibile e il risultato resta 1-1 per la soddisfazione del tecnico Cosco di aver bloccato una delle favorite al salto di categoria, che effettivamente poi si concretizzerà.

Per il resto dei precedenti bisogna andare indietro, molto indietro. Il 20 dicembre del ’53, campionato di IV serie Campobasso. Una sventola su calcio di punizione di Magnanini non dà scampo al portiere ospite Fontanesi, 1-0 e due punti preziosi in saccoccia per la squadra guidata da Orazio Sola. Storica la vittoria per 6-2 del 1 febbraio 1953 con gli scatenati rossoblù che maramaldeggiano grazie alle doppiette di Rosso e Delfini, ed alle reti di Cambiotti e dello stesso Magnanini.

Sempre riavvolgendo il nastro all’indietro, si arriva all’8 novembre 1931, seconda divisione campana: il Campobasso, allenato da Silvio Stritzel, gioca bene e si impone 2-0 agli irpini con una doppietta di Testa. Non andò bene, invece l’anno prima (28 dicembre 1930) con l’Avellino che passa agevolmente (1-4), rendendo inutile il provvisorio pari di Bobbio dopo i primi 45′.

Stefano Castellitto

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