CALCIO / SERIE C SKY Wifi – Campobasso, ricomincia l’avventura. Al “Molinari” arriva la Casertana per un gustoso antipasto di Coppa

Sedici agosto, ore 21, Campobasso-Casertana. Ben cerchiato da giorni sull’agenda dei tifosi rossoblù, nel bel mezzo del weekend di Ferragosto. Si riaccendono i motori, al via la stagione ufficiale per il rinnovato Campobasso che dopo due recenti eliminazioni al primo turno (Grosseto nel ’21 e Giugliano un anno fa), vorrebbe sfruttare finalmente il fattore campo per far strada in Coppa. Nel caso si affronterebbe poi in trasferta la Ternana che non è quel “mostro” che sembra, anche per ragioni societarie. Se al 90′ si è in parità, niente supplementari, si va direttamente ai rigori. Arbitra Aldi di Lanciano, assistenti Di Carlo e D’Ettorre, quarto ufficiale Pezzopane.

QUESTO STRANO DERBY – Torna così dopo 28 anni il “derby della vicina lontananza”, come fu definito anni fa dal corrispondente di un quotidiano sportivo in versione “gaffeur”, debitamente e simpaticamente preso in giro dal periodico satirico “Tiro… rete!”. In realtà la definizione non è poi così sbagliata, perché Campobasso e Caserta sono sì chilometricamente vicine, accomunate dagli stessi colori calcistici e dalla voglia di riscatto dopo una stagione per entrambe in chiaroscuro. Ma per il resto sono “lontane”, tra l’altro neanche quest’anno si affronteranno in campionato. Dall’ultima volta sono passati quasi più di 27 anni, dalla stagione 97/98, in serie D, e lasciamo perdere i dettagli, visto che il Campobasso al “Pinto” ci perse sostanzialmente un campionato…

I PRECEDENTI DI COPPA – Campobasso-Casertana non è certo un inedito neanche in Coppa, visti i cinque precedenti in Molise, a cominciare dal 25 agosto 1976, quando, sul “neutro” di Termoli (inagibile il “Carbonella stadium”) il lupo si impose grazie ad una rete di Gabrio Bracchini. A Caserta il bis per l'”undici” di De Petrillo, con un perentorio 1-3 firmato da Pinna, Bolognesi e dallo stesso Bracchini, dopo il provvisorio pari di Ianniello. La formula era a gironi da tre con gare di andata e ritorno (la terza era l’Avezzano). Il Campobasso si arrampicò fino ai quarti di finale (terzo risultato di sempre, dopo la finale dell’82 e la semifinale del ’75), eliminato dalla Sangiovannese che aveva in porta un certo Ciappi.

Lupi e “falchetti” si ritrovano due stagioni dopo ai sedicesimi. Vittoria 2-1 al “Romagnoli” (decisivo un rigore di Picano a 5′ dalla fine dopo le reti di Alivernini e D’Agostino. Al ritorno risultato uguale e contrario. Segna Magnani in avvio per i campani e fino al 90′ non succede più nulla. Ci vogliono i supplementari perché nella Coppa di C non c’è la regola della valenza doppia del gol in trasferta. Il Campobasso pareggia con Nemo al 114′ ma viene punito al 120′ ancora dal dischetto (Moccia). Si va ai rigori, e i molisani sono infallibili. Quattro su quattro (Pivotto, Alivernini, Nemo e Picano), la Casertana sbaglia due volte e viene eliminata.

Ancora ai sedicesimi l’anno dopo. Sul neutro di Benevento è 0-0. Al “Romagnoli” va avanti la squadra di Terra di Lavoro con un penalty di Lo Masto, ma nella ripresa Motta e Scaini rovesciano la frittata (2-1). Stagione 81/82, girone a tre con l’Avezzano, doppio 0-0, sia al “Pinto” che in via Albino, Campobasso che passa il turno perché vince due volte con l’Avezzano.

L’unico successo della Casertana in trasferta è datato 10 settembre 1989. In un girone a 7 squadre (con Castel di Sangro, Nola, Ischia, Turris e Campania Puteolana) un match inutile ai fini della qualificazione, viene deciso all’85 dall’ex Romiti che sbaglia anche un rigore.

Stefano Castellitto