L’ultima volta che il Campobasso è transitato a Livorno lo stadio era chiamato solo “Ardenza” (dal nome del quartiere), Armando Picchi già non c’era più (solo nel ’90 gli fu intitolato lo stadio), l’Italia partecipava sempre ai mondiali ma aveva in bacheca la metà dei titoli di oggi, c’era la lira e tutti avevano cominciato da poco ad apprezzare il tv-color o il compact disc. Era il 1982, il Campobasso di Pasinato aveva già preso consapevolezza della possibilità di compiere il grande salto in serie B. A Livorno si giocò in marzo, ed i rossoblù di Pasinato cestinarono un paio di grosse occasioni, dovendosi accontentare dello 0-0. È questo l’ultimo di quattro match in casa amaranto. Il primo incrocio tra le due squadre avvenne nella stagione 1978/79, nella neonata C1. Un rigore di Vitulano negò ai rossoblù guidati da Fontana l’ennesimo 0-0 di quella “strana” stagione. Identico risultato l’anno dopo, con il ‘lupo’, guidato da Mialich, che venne beffato a 8′ dal termine da Barducci. Nel 1981 il Campobasso andò vicino al colpaccio, sfruttando alla perfezione un contropiede di Pieraldo Nemo, mai come quella volta “Speedy Gonzalez”. Niente da fare. La squadra di Giorgi fu raggiunta sull’1-1. Dopo quasi 44 anni tocca a Luciano Zauri riprovare e riuscire dove non ce l’hanno fatta i suoi illustri predecessori.
GLI AVVERSARI – Dopo qualche anno nell'”inferno” dei Dilettanti (un anno di Eccellenza e tre in serie D) conseguenza del fallimento del 2021 vecchio club, il Livorno ha “ereditato” lo scudetto che lo scorso anno campeggiava sulle casacche proprio del Campobasso. Dominato il girone E della D gli amaranto hanno cucito il tricolore battendo in finale il Siracusa. Tuttavia della squadra che ha trionfato pochi mesi fa non c’è rimasto quasi nessuno, a cominciare dal tecnico Indiani, che è andato a Grosseto a cercare la sua ennesima promozione, portandosi dietro anche un “pacchetto” di calciatori. Al suo posto il giovane Alessandro Formisano (classe ’90), napoletano, già a Perugia (dove fu esonerato) ed alla Pianese (dove invece subentrò) nella passata stagione.
Del Livorno di D restano Hamlili (ex Bari e Monopoli), il giovane portiere Ciobanu (2005) e quel Federico Dionisi (di anni 38), tornato in riva al Tirreno nell’estate ’24, lui che col Livorno ha giocato (poco) anche in serie A, ma ha segnato (molto) in serie B (35 gol), in D (14) fino al decisivo rigore che ha steso il Bra martedì. Totale 50. Giusto vent’anni fa (25 settembre 2005) faceva gol in D al Campobasso con la maglia del Monterotondo (9′ minuto, poi pareggio rossoblù di Righi), prima di iniziare una lunga carriera il cui apice è del 2016 con 9 reti in A col Frosinone, col quale complessivamente ha “bollato” 62 volte, 10 nella massima serie ed il resto in B.
Fin qui il Livorno ha deluso le aspettative. Vittoria all’esordio con la Ternana (rete di Marchesi, ex Giana Erminio, l’unica su azione in sei gare), poi 4 sconfitte di fila, prima della salvifica – per la panchina di Formisano – vittoria di Sestri Levante contro il Bra. Anche in Liguria, a parte un ottimo inizio, gli amaranto non hanno affatto brillato, ma intanto Formisano si è tenuta stretta la panchina. Tuttavia a Livorno hanno provato fino all’ultimo di convincere Piero Braglia, anche mentre il tecnico grossetano era già in sede a Perugia a firmare, come ha poi fatto.
Una situazione decisamente singolare che a Livorno non fa fare salti di gioia a nessuno. Le aspettative sono fin qui state disattese, con gente come Di Carmine (Trento), Cioffi (ex Rimini, proprietà Napoli), Odjer (ex Ascoli, in gol con la Pianese a Campobasso prima di trasferirsi), Monaco (Catania), Noce (Legnago), Kevin Biondi (Clodiense), Welbeck ed Antoni (ex Lucchese), che si aggiungono ai giovani Gentile (Fiorentina), Ghezzi (Atalanta), Seghetti (portiere, ex Empoli), Nwachukw (Verona), agli altri arrivi come Mawete (Bra) Panattoni (18 gol con l’Orvietana), Panaioli (Samb, ex Fulgens Foligno) e – volendo – di Haveri, unico ex rossoblù in rosa.
QUI CAMPOBASSO – Due vittorie di fila (senza subire gol) non devono costituire un “pretesto” per staccare le mani dal volante. C’è ancora tanta strada da fare; Zauri ha lavorato su alcuni aspetti non positivi emersi col Gubbio, ma è confortato dalla qualità del reparto offensivo che ha fin qui mostrato solo in parte le sue potenzialità. Ancora fermi Brunet e Armini, Lancini rientrato ma non al meglio, la squadra ha svolto la rifinitura di buon mattino prima della partenza (in treno per Firenze e poi in autobus). Possibile qualche rotazione in mezzo visto che si tratta del terzo impegno in otto giorni.
LE PROBABILI FORMAZIONI – (Sabato 27, ore 15 – stadio “Picchi”)
Livorno (3-4-2-1): Ciobanu; Mawote, Ghezzi, Noce; Gentile, Odjer, Hamlili, Biondi; Marchesi, Cioffi; Dionisi. All.: Alessandro Formisano.
Campobasso (4-3-3): Tantalocchi; Cristallo, Papini, Celesia, Pierno; Gargiulo, Cerretelli, Gala; Bifulco, Magnaghi, Leonetti. All.: Luciano Zauri.
Arbitro: Sig. Matteo Dini di Città di Castello. Assistenti: Tesi di Padova e Sbardella di Belluno. IV ufficiale Bianchi di Prato. Operatore FVS: Rinaldi di Pisa.
Stefano Castellitto