Romagnoli già al terzo turno playoff dopo aver alzato la Coppa Italia, rossoblù in salvo prima di giocare se la Lucchese perde e il Milan non vince
«Conta solo centrare l’obiettivo, è troppo importante mantenere la categoria. Non è tempo di bilanci e di analisi parziali, quelle le faremo a tempo debito». Così la società rossoblù, per bocca del dg Mario Colalillo e del ds Davide Mignemi, dopo la sconfitta contro la capolista Virtus Entella. A Rimini (stadio “Neri, domenica ore 17.30) ecco dunque la prima chance per il Campobasso di tagliare il traguardo, che vorrà significare, per la prima volta dal 1989, due tornei di fila sul terzo gradino del calcio italiano, come non accadde nel 2022 solo per le note vicende della dolorosa esclusione del club di corso Vittorio Emanuele. Solo a “gatto catturato” e messo poi nel sacco, si potrà ragionare di futuro ed a costruire, con un anno di esperienza in più, il Campobasso 2025/26. Mai come stavolta conta però solo l’oggi, la partita fondamentale di Rimini.
Romagnoli in festa, perché freschi vincitori di Coppa e di diritto già alla fase nazionale dei playoff (in pratica saltano i primi due turni). Tuttavia il Campobasso non vuol fare l'”imbucato” di lusso alle celebrazioni, anzi. I rossoblù vogliono sfruttare l’occasione, tagliando il traguardo salvezza proprio in Romagna, magari la “pancia piena” del Rimini potrà essere un’alleata, ma senza farsi troppe illusioni. Nel calcio nessuno regala nulla, men che meno “gli amici” del Rimini della presidentessa Di Salvo, che hanno l'”hard core” proprio a Campobasso con il “Responsible Research Hospital”. Per esultare al 90′ sarà sufficiente alla squadra di Prosperi fare lo stesso risultato della Lucchese, che però gioca alle 15. Quindi, in caso di sconfitta dei toscani al “Porta Elisa” con la Vis Pesaro, il “lupo” potrebbe già essere salvo prima di giocare, a patto però che il Milan Futuro non abbia battuto la Ternana alle 12.30.
Si fa presto a dire “non si guardi ai risultati degli altri”. Quando si lotta per la sopravvivenza (sportiva) tutto fa brodo…
GLI AVVERSARI- Il secondo trofeo della ultracentenaria storia “a scacchi biancorossi” è freschissimo. Battuti nella doppia finale i lombardi della Giana Erminio (Gorgonzola, girone A), 1-0 fuori casa e reti bianche al ritorno, dopo aver eliminato in precedenza e nell’ordine Arzignano (1-0), Lumezzane (1-0 in trasferta), Vicenza (2-1 al Menti dopo i t.s.) e Trapani (0-0 in Sicilia e 3-0 in casa. Grande soddisfazione per la dirigenza biancorossa, in carica da meno di due anni, con la presidentessa Stefania di Salvo in prima linea. La Coppa Italia di serie C in bacheca dopo la “supercoppa” del 2004/05, porta la firma del tecnico Antonio Buscè, 50 anni, all’esordio tra i professionisti, dopo un lungo ed apprezzato percorso da calciatore (200 presenze in serie A) e una carriera da tecnico ancora tutta da scrivere. Su di lui, dopo l’addio di Troise, finito all’Arezzo (e poi esonerato dal club amaranto) aveva visto giusto il ds Antonio Di Battista, dopo aver contestualmente rivoluzionato la rosa che arrivò in finale di Coppa un anno fa (sconfitta per mano del Catania).
Punti fermi del Rimini il capitano Colombi, classe ’91, esperienza e rendimento garantiti. Come pure quelli del difensore Gorelli (33 presenze ma fuori causa per guai al ginocchio ), del mediano lituano Megelaitis (32, uno che non si risparmia mai), del lungagnone Ubaldi in avanti (4 gol di cui quello di Pesaro sette giorni fa). Spesso schierato a cinque dietro, con Cinquegrano (ex primavera del Sassuolo) e Falbo sugli esterni, Buscè non prescinde quasi mai dall’eclettismo di Lepri e Longobardi dalla grinta di Bellodi in difesa, dal dinamismo di Garetto (5 gol per lui) e Langella n mezzo campo dove spesso opera anche Malagrida. In avanti spicca Giacomo Parigi, ex di turno (a Campobasso tre anni fece maluccio e non segnò mai), e assai pericoloso è anche Cioffi, scuola Napoli veloce e ficcante.
È una squadra che sa cambiare pelle, relativamente giovane e “affamata”, si adatta a più moduli, letale nel gioco di rimessa. Non sarà affatto agevole batterla nella corsa alla serie B per chi se la dovesse trovare di fronte. Il Campobasso ahinoi se n’è già accorto all’andata lo scorso 1° dicembre, quando tuttavia fu anche sfortunato (vedi episodio del “gol fantasma”).
I PRECEDENTI – A Rimini sono soltanto due, uno in C1 (0-0 il 5 febbraio 1989) e l’altro in C2 (2-2 il 27 maggio 1990), alla penultima giornata, con il lupo già malinconicamente retrocesso, ed in procinto di “sparire” dalla mappa del calcio professionistico.
EX DI TURNO – Alfredo Bifulco ha vestito il biancorosso nella stagione 2015/16, in serie C, in prestito dal Napoli. In tutto 19 presenze e un gol (a Teramo, il 2 aprile 2016).
Stefano Castellitto