CALCIO / SERIE C NOW – Perugia-Campobasso, i rossoblù alla ricerca del primo colpaccio al “Curi”

L’ “ex” Braglia, Biondi, Goretti, Scaini e le altre storie
Tra grifoni e lupi non ci si annoia mai

Non c’è, su nessun almanacco. Ma a Perugia se lo ricordano bene il “quasi ex” di turno Pierino Braglia, nella stagione 2009/10, quando di fatto il patron umbro Covarelli si affidò al tecnico toscano per mettere le cose a posto dopo l’esonero di Pagliari ma senza poterlo tesserare ufficialmente perchè aveva in stagione già lavorato a Taranto (esperienza da dimenticare, tra l’altro in riva allo Jonio per l’allenatore maremmano). Oggi non ci sarebbe bisogno di finzioni e sotterfugi, che all’epoca significava pure andare incontro a deferimenti e squalifiche. Tal Carlo Antonio Buzzi andò a referto come “allenatore”, ed il vero “coach” a soffrire in tribuna.

BRAGLIA AL “CURI” – Piero Braglia a Perugia e contro il Perugia ha vinto poco (una volta, nel 2018 con i “lupi” silani del Cosenza, sai mai che…) in dieci sfide ufficiali. Quella di lunedì sarà la sfida complessiva numero undici con la sesta squadra diversa: un pari ed una sconfitta con la Sangiovannese, due “x” con la Lucchese, una sconfitta con l’Alessandria (Coppa Italia), un successo e due pareggi col Cosenza, due sconfitte col Gubbio lo scorso anno, entrambe per 0-1.

I PRECEDENTI – Al tecnico toscano è comunque riuscito quello che il Campobasso non ha mai concretizzato. In sette precedenti al “Curi”, quattro in B, poi in C1, in Coppa Italia e in Seconda Divisione, mai un successo rossoblù, che hanno racimolato tre 0-0 (83/84, 86/87, 88/89), un 1-1 (ultima sfida tra le due città, il 5 febbraio 2012) ed incassato tre sconfitte (3-0 nel gennaio 1983, e due 2-1 nell’anno solare 1985). Nel 3-0 firmato da Pagliari, Ottoni e Morbiducci si ricorda anche una colossale “papera” di Ciappi, evento piuttosto raro in quanto il “Puffo” di Gambassi Terme tra i pali era praticamente imbattibile. Nel 2-1 del marzo 1985, invece, il Perugia di Agroppi, sotto di un gol (Ugolotti che riprende un rigore parato da un super Pazzagli), ribalta il risultato grazie ad un gentile cadeau dell’arbitro Ongaro, un penalty poi trasformato da De Stefanis. E la traversa di Lupo è lì che trema ancora.
Quello di lunedì sarà il primo confronto nella C unica.

SOTTO DUE BANDIERE – Lungo l’elenco dei doppi ex. Tralasciando quelli transitati dalle giovanili umbre e poi, più o meno brevemente a Campobasso (spicca Majella in mezzo ad altre “meteore”, come Sbano, Lorenzini e i due Casapulla), la compagnia è illustre e qualificata. Spiccano i big Biondi e Scaini, che è nel contempo bello e struggente ricordare, sempre meno di quello che meriterebbero ed hanno rappresentato. Poi che dire di Lanzi e Goretti, di Pivotto e di Mauti, di Evangelisti e D’Adderio? Di mister “lupo” Balleri? E di allenatori come Mazzia, Cudini, De Angelis, Fortini e Sola, tutti calciatori a Perugia e “mister” in Molise? Ce n’è per tutti i gusti, in fondo è un pretesto per togliere la polvere ai nomi di qualche lupacchiotto dei tempi andati che ha fornito, più o meno, il suo sostanzioso contributo alla causa. Come Mario Del Bianco, oppure Del Giudice, per finire ai vari Nicolino Rosati, Cenciarelli e Quadri.

QUI PERUGIA – Il Perugia di Lamberto Zauli (subentrato a Formisano) paga certamente assenze pesanti che incidono pure su una rosa profonda come quella allestita d’estate da Santopadre, prima della cessione a Foroni. Out Dell’Orco, Lewis e Cisco da settimane, non saranno del match neanche lo squalificato Montevago (7 gol, tutti su azione) e l’infortunato Di Maggio. Rientra Giunti dalla squalifica, a disposizione l’attaccante Seghetti (probabile titolare nel 4-2-3-1, in vantaggio su Sylla o Marconi), mentre Angella e Giraudo non sono al meglio ma potrebbero essere rischiati in corso d’opera da Zauli che non abbonda di alternative. L’ex tecnico del Crotone è alla quarta partita ufficiale al “Curi”, un pari con la Ternana, un successo ed una sconfitta (in Coppa) entrambe con l'”odiato” Arezzo. Interessante che, nonostante le delusioni sportive, quest’anno ci sia più pubblico. La media è salita a 5167 (un anno fa era 3659), merito indubbiamente delle due gare di cartello già ospitate, ma comunque anche di un’apertura di credito verso il nuovo sodalizio che ha detronizzato la contestatissima vecchia gestione.

QUI CAMPOBASSO – Non è nel suo momento migliore, e i numeri sono lì a dimostrarlo, “non ti fregano mai”, come ama dire mister Braglia, che per primo è consapevole del momento un po’ così del suo Campobasso. Quattro partite, due soli punticini racimolati. Sei gol incassati in tre gare (media 2, contro lo 0.57 delle prime 14 giornate), ultimo clean sheet il 10 novembre a Carpi (0-0). Fuori casa appena 4 gol all’attivo (2 Di Stefano, a Pineto e Pontedera; Forte sempre a Pontedera e Mondonico ad Ascoli), ma anche soli 8 subiti (di cui tre in un colpo solo a Chiavari). Di Nardo (6, tutti in casa) e Di Stefano (idem) da soli valgono i due terzi del fatturato offensivo (12 su 18). Più di un terzo delle reti è stata messa asegno in sole due occasioni (4-0 alla Spal e 3-0 alla Lucchese). Urge trovare soluzioni nuove, pur non disdegnando, lunedì al “Curi” il terzo 0-0 stagionale in trasferta in terra umbra, dopo quelli “balsamici” di Gubbio e Terni.