Rimessa a posto martedì la classifica con la balsamica vittoria sull’Ascoli, al Campobasso di Prosperi manca “solo” la vittoria a Lucca (domani, ore 15, stadio “Porta Elisa”) per ricalcare pari pari la sequenza di risultati della gestione del tecnico ex Pianese: due sconfitte, due vittorie prima, due ko e il 2-0 di martedì oggi. Non sarà affatto una formalità, tuttavia, abbattere “la Pantera” di casa, che solo pochi giorni fa ha sfiorato l’impresa contro la capolista Entella, salvatasi solo al 93′, a dimostrazione che nel calcio nulla sia scritto prima di giocare.
Una Lucchese molto diversa da quella pur balbettante che perse al “Molinari” 3-0 lo scorso 3 novembre (gol di D’Angelo, e doppietta dell’ex Di Nardo), dopo la tragicomica espulsione del portiere Palmisani. Non ci saranno in distinta lo squalificato Artoni e gli infortunati Tumbarello e Saporiti (infortunato), né lo stesso Palmisani, e sono finiti altrove anche Dumbravanu, Fazzi, Frison, Quirini, Djibril, Botrini e Costantino. Arcinota la situazione in casa rossonera, con i tesserati che non percepiscono stipendi da mesi, con i dirigenti che si sono fatti “di nebbia” dopo il passaggio delle quote ai romani della “Sanbabila” e che proprio in queste ore è in programma un’assemblea fondamentale per capire quale strada percorrere. Scoperto, di fatto, il “gioco delle tre carte” dei nuovi proprietari che fin qui non hanno scucito un euro.
Materia per commercialisti, con l’obiettivo di scongiurare il quarto fallimento del calcio a Lucca negli ultimi 17 anni. Il sindaco revisore Varetti potrebbe, ma è solo un’ipotesi, optare per la “composizione negoziata” alla Camera di Commercio. Ma intanto la squadra rossonera, in piena bagarre della zona playout, continua a non mollare ed a mostrare carattere e professionalità offrendo prestazioni di rilievo in una situazione complicatissima, come denunciato pubblicamente da mister Gorgone un mesetto fa e poi certificato da ben sei punti di penalizzazione. Proprio quelli che hanno scavato un solco dalla zona salvezza diretta, che diversamente sarebbe stata alla portata dei toscani, dotati di un organico tutt’oggi all’altezza. Quindi farà bene il Campobasso a non sottovalutare simili avversari, coesi e determinati a rincorrere sino all’ultimo il risultato del campo. Poi la palla passerà ad altri.
La Lucchese è reduce da quattro turni casalinghi utili consecutivi (ultima sconfitta il 18 gennaio contro la Spal, 2-3): 2-2 con Entella e Carpi, con identica dinamica (sempre in vantaggio, sempre raggiunta), 2-1 a spese di Perugia ed Ascoli. Una sola sconfitta (1-4 a Pescara) nelle ultime sei partite, leggera flessione nelle ultime 4 (tre pareggi).
La probabile formazione: davanti al portiere Melgrati (già avversario del Campobasso ad ottobre con la maglia della Spal, quattro gol incassati), difesa a tre con Gucher, Benedetti e Rizzo, centrocampo con Ballarini, Welbeck, Catanese, Visconti e Gemignani, con Magnaghi e Selvini in avanti.
IL PRECEDENTE – C’è solo un precedente tra Lucchese e Campobasso in Toscana, ed è vecchio di oltre 46 anni. Era il 1 ottobre 1978, giornata inaugurale della neonata serie C1. Per la prima volta le squadre toscane erano nel girone a forte caratterizzazione meridionale. Un campionato nuovo e molto difficile, vinto da Pisa e Matera, cui la Lucchese, seconda in classifica dopo la Spal l’anno prima nella serie C a tre gironi, partiva con i galloni da favorita.
Un Campobasso ringiovanito dal neo ds Bronzetti, affidato ad un 34enne Fontana, fece 0-0 davanti ad un gran pubblico, non patendo granché neanche il caldo, e mise le basi per un quarto posto che, col senno del poi, fu rubricato come “delusione” per non averci provato fino in fondo a cercare la B, anziché come il miglior risultato (allora) della propria storia. Partita a suo modo storica, perché la figurina Panini del Campobasso di quella stagione è relativa proprio a quel match.
Al “Porta Elisa” i rossoblù ci sono poi tornati nel novembre 2012, in seconda Divisione. Ma di fronte non c’era la “Pantera” rossonera di casa, con i suoi trascorsi anche in serie A (l’ultima nel ’52), bensì i pistoiesi del Borgo a Buggiano. Un Campobasso piccolo piccolo, perse 3-0, crollando nella ripresa (Dimas, D’Antoni, Dimas), col brasiliano che qualche anno dopo visse pure un breve esperienza in Molise (nel 2015, con Cappellacci in panchina), segnando un gol (su rigore, in trasferta contro l’Amiternina) e non lasciando traccia di sé dopo appena 9 presenze.
Ex di turno Antonio Di Nardo (decisivo all’andata) e Francesco Benassai, i quali si vanno ad aggiungere ad illustri doppi ex come Walter Ciappi e Mario Donatelli, detto “Ruscione”, per via della capigliatura dal colore del fuoco diventato poi autentico idolo a Lucca. Arbitrerà Poli di Verona, assistito da Russo di Torre Annunziata e Cardona di Catania con Traini di San Benedetto quarto ufficiale.
Stefano Castellitto