CALCIO / SERIE C NOW – Novantunesimo, Braglia: «Episodi dalla nostra, bene così. Obiettivi? Salvezza e decimo posto. Sono uno pratico»

A Lucca, dove ha pure allenato un anno (2007/08) quando sentono parlare di lui, si toccano. Piero Braglia conserva l’imbattibilità da allenatore contro i rossoneri, dopo aver loro inflitto l’ottava sconfitta in 14 partite, dopo le tre col Gubbio le due con l’Alessandria, e quelle con Pisa e Juve Stabia.

Al di là del risvolto meramente statistico, c’è soddisfazione nel volto e nelle parole del tecnico toscano al termine del 3-0 del sempre più “suo” Campobasso. “Oggi alla prima occasione s’è fatto gol” – questa la sua analisi – “Poi c’è stata l’ingenuità del loro portiere. Le partite girano sugli episodi, positivi e negativi. Contro il Sestri se avessimo fatto tre gol nei primi 20′ del secondo tempo, non ci sarebbe stato nulla da dire. Invece se i gol si sbagliano, le partite poi cambiano”. Una leggera flessione nel secondo tempo non ha messo in discussione il risultato. “Sì, alla ripresa del gioco non abbiamo fatto bene” – conferma il tecnico maremmano – “C’eravamo rilassati anche non volendo, vuoi per il doppio vantaggio, o per l’uomo in più. Poi però siamo stati bravi a chiudere la partita, a controllare, a palleggiare. Gli esterni Pierno e Morelli sono in una condizione strepitosa, spingevano e “volavano” anche se eravamo alla terza partita in una settimana”.

Si è sbloccato anche D’Angelo: “Sappiamo il suo valore, problemi non ce ne sono mai stati. Ha determinate caratteristiche, la capacità di inserimento, il colpo di testa ed è anche bravo in acrobazia. Certo, quando vieni da un anno, un anno e mezzo in cui giochi poco, comincia un percorso nuovo che il giocatore sta affrontando con il giusto atteggiamento e la maturità che ci vuole.

Guardate che lui è il primo rigorista, ed anche stavolta ha lasciato a chi glielo ha chiesto. Sono in quattro, facciano loro, a me va bene finché non sbagliano, poi mi scapperebbe da ridere” Da questi particolari si capisce pure la coesione del gruppo: “Merito loro” – si schermisce il mister – “sono ragazzi perbene che si stimano e si aiutano, in campo, nello spogliatoio e pure fuori. Un gruppo che si porta grande rispetto da tre mesi in qua, da quando ha iniziato a lavorare assieme, credo che con questi presupposti abbia tutte le caratteristiche per fare bene”. Già, ma per arrivare dove? “Alla salvezza prima e nelle prime dieci poi. Da me sentirete sempre questa campana, sono uno pratico, io. Quando ho vinto i campionati gli altri andavano a festeggiare, io preferivo stare per conto mio con la mia famiglia. Tanto so come va il mondo del calcio.

Si azzera tutto, dal giorno dopo si ricomincia a lavorare pensando all’impegno successivo”. Domenica il Campobasso sarà di scena al “Cabassi” di Carpi: “Partita per noi difficilissima, loro sono imbattuti a casa loro, corrono, lottano, il campo non è bellissimo, sono “garibaldini” e randellano un po’ come facciamo anche noi”…

Stefano Castellitto