Per una volta niente pressioni di “vittoria a tutti i costi”. Al Campobasso forse basterebbe un pareggio, e vista l’avversaria non potrebbe essere diversamente. Ma guai a fare calcoli, significherebbe consegnarsi al nemico ancor prima di iniziare. Al “Molinari” fresco di compleanno (l’inaugurazione giusto 40 anni or sono) arriva la Ternana, migliore attacco dell’intera serie C e difesa meno perforata del girone. Calcio di inizio alle 19.30 di domani.
All’andata al “Liberati”, finì proprio in pareggio, con uno 0-0 figlio di una prestazione ricca di attenzione e personalità del “lupo”, in sofferenza solo nell’ultima mezzora. Da quel lunedì 7 ottobre, però, sono cambiate molte cose, il Campobasso ha offerto il meglio di sé per un altro mesetto, poi è finito nel “tunnel”. Sconfitte tante (8), pareggi qualcuno (5), vittorie zero, paura tanta (della zona playout, distante solo un punticino) e un nuovo tecnico, Fabio Prosperi il quale affida a questa gara la speranza di esultare per un gol e/o muovere la classifica purchessia.
Come può una squadra che non vince da 104 giorni e che nel girone di ritorno ha fatto peggio di tutte fermare il rullo compressore guidato da Abate, è francamente un mistero, se si guarda alle ultime gare dei “lupi”. Tuttavia il calcio è ricco di sorprese e, una volta tanto, può riservarne una pure agli impagabili tifosi rossoblù, nel segno di una tradizione che vede mai vincente la Ternana dalle nostre parti (solo uno 0-2, ma a tavolino per una posizione irregolare di un calciatore nel remoto 59/60) e che spesso vede segnare il passo degli squadroni destinati alla promozione, in D come in B o C. Esempi? la stessa Ternana del ’64, la Nocerina del ’73 e del ’78, il Lecce del ’76, Matera e Pisa del ’79, Catania e Foggia dell’80, Lazio nell’83, Atalanta e Como nell’84, Pisa e Lecce nell’85, Pescara nell’87, Licata nell’88, Cagliari nell’89, Salernitana nel 2013. Perché la “tana del lupo” torni ad essere una trappola anche per le “fere” di Abate, è chiaro che bisogna assistere ad un altro Campobasso, se si vuole anche più fortunato rispetto alla discreta ma infruttuosa prova offerta col Pontedera (14 conclusioni di cui 4 verso la porta, compreso il palo di Di Nardo). Sono questi i numeri da migliorare per la squadra di Prosperi, con “attenzione e maggiore percezione del pericolo”, come ha detto il tecnico alla vigilia. “Siamo curiosi, io per primo, di vedere a che punto siamo arrivati, ci siamo allenati bene, i ragazzi mi seguono ed hanno voglia di riscatto”. E con loro tutto il pubblico che, nonostante l’orario non felicissimo, darà ancora loro fiducia e sostegno. La serie C è troppo bella per perderla di nuovo.
L’AVVERSARIA – Retrocessa dalla B al termine di un drammatico doppio playout col Bari, la Ternana era indicata fin dall’estate come favorita per il ritorno al piano di sopra, benché fosse alle prese con ribaltoni societari e una penalizzazione (-2) che oggi, classifica alla mano, con l’Entella a +3, pesa tantissimo. Accanto ai pochi reduci (tra gli altri Casasola, Capuano, De Boer e il secondo portiere Vitali), il direttore sportivo Mammarella è riuscito a mettere a disposizione del nuovo tecnico un organico ricco di qualità in tutti i settori. Dal mercato di gennaio poi sono arrivati Vallocchia, Millico, Brignola, Fazzi, Ciammaglichella e il portiere Passador, per cui a Terni, non manca proprio nulla per sperare nel primato. Sempre che al presidente D’Alessandro non venga in mente di nuovo di esonerare incredibilmente il bravissimo allenatore, “colpevole” secondo i beneinformati, di aver escluso dalla lista il figlio Mattya, e poi rimasto al suo posto per intercessione dell’intero gruppo squadra con un acceso confronto con lo stesso D’Alessandro protrattosi fino alle 3 del mattino. Abate, ex Milan Primavera, è un predestinato ed è uscito ancora più forte dalla vicenda. Non c’è soddisfazione maggiore per un leader di un gruppo di lavoro ad averlo tutto dalla sua parte.
Dal punto di vista strettamente tecnico è attento alla fase difensiva ma nel contempo abile nell’indirizzare la sua squadra verso un calcio propositivo fatto di pressing e scambi in velocità, confortato dal notevole tasso tecnico dei numerosi trequartisti a disposizione.
Due sole sconfitte, una col Pescara al “Liberati” alla prima giornata e poi a Pineto il 17 gennaio. Cinquanta gol fatti e appena 15 subìti, 13 volte con la porta inviolata. Difesa ricca di esperienza con Casasola, Loiacono, Capuano e Tito, ben assortita la mediana con Corradini e De Boer, quasi “immarcabili” Curcio e Cicerelli (quest’ultimo capocannoniere con ben 16 reti), dietro Cianci che sfrutta da centimetri e stazza per risultare determinante. Abate potrebbe far debuttare dall’inizio l’ex torinista Ciammaglichella nel probabile 4-2-3-1 o confermare Vallocchia schierato in mediana per un più “prudente” (si fa per dire) 4-3-2-1.
PRECEDENTI – La Ternana torna a Campobasso dopo 43 anni. Nel 1982 perse due volte al “vecchio Romagnoli” nell’arco di poche settimane, tra campionato (2-1)e Coppa Italia (2-0). Mattatore Scorrano con due reti. A segno Biondi e pure Maestripieri, ternano col sangue a strisce verdi che a Campobasso ha messo su casa e famiglia. Il 2 novembre 1980 ancora una sconfitta (1-0 in C1) con rete di Pieraldo Nemo. Nel 1964, in serie D, la Ternana perse 2-0 ma riuscì comunque a salire di categoria, soffiando per pochi spicci anche il bomber Sciarretta (autore del raddoppio), deceduto qualche anno fa e che a Terni ha svolto brillantemente la professione di avvocato.
SELVAPIANA, ROMAGNOLI, MOLINARI, AVICOR – Chiamatelo come vi pare, ma qui la Ternana non c’ha mai giocato. Il club rossoverde si aggiunge così alla lista dei club con almeno un anno di serie A che hanno giocato in gare ufficiali nell’impianto costruito da Rozzi a metà anni Ottanta. Gli altri? Ascoli, Avellino, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Carpi, Catania, Catanzaro, Cesena, Cremonese, Foggia, Genoa, Juventus, Lazio, Lecce, Lucchese, Messina, Milan, Modena, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Salernitana, Spal, Triestina e Vicenza, cui si aggiungono Benevento, Empoli, Monza e Parma che la massima serie l’hanno raggiunta dopo l’ultimo match sotto il Monforte.
Stefano Castellitto