CALCIO / SERIE C NOW – Campobasso, questo è quasi uno spareggio. Contro il Pontedera al “Molinari” i rossoblù chiamati al riscatto dopo il lungo digiuno

No, non è uno spareggio o un ‘playout’, perché poi mancheranno altre dodici partite (dodici “finali”, è stato già detto?), ma è fuori discussione che la partita contro il Pontedera (fischio di inizio alle 17.30) sia uno snodo cruciale per il Campobasso, a secco di vittorie da tempo immemorabile. Nei novantasette giorni trascorsi dell’ormai ‘epico’ 3-0 alla Lucchese i rossoblù sono malinconicamente ultimi in un’ipotetica graduatoria delle ultime 12 partite, con 5 punti, meno di Sestri Levante (7) e Legnago (8). “Non guardiamo al passato” – ha sintetizzato il presidente Rizzetta all’atto della presentazione di mister Prosperi. Tuttavia è obbligatorio guardare al presente, con l’anemica classifica da rimpolpare al più presto, con l’aiuto dei nuovi arrivi (Remy e Chiarello gli ultimi in ordine cronologico) e senza la possibilità di sperimentare chissà cosa perché il tempo stringe.

Il Pontedera è avversaria da prendere con le pinze, e non è soltanto un luogo comune. Curioso che del Campobasso abbia detto la stessa cosa il Ds Moreno Zocchi, aggiungendo che “per noi valgono le prime sei sette del girone”. Il campo fin qui ha detto altro, per cui si tratta solo di normale… aria fritta. Conta solo che in due partite i toscani siano passati dalla zona playout (erano a 24, dove è rimasta inchiodata la Spal) a quella playoff, agganciando l’ultimo posto utile a 30 punti, con Ascoli e Gubbio, e ‘mangiando’ cinque lunghezze allo stesso Campobasso. Ma non è tutto. Hanno battuto Arezzo (4-2 in trasferta) e Pineto (3-2 in casa), messo a frutto il 4-2-3-1 disegnato da Menichini dopo la partenza di Ianesi (6 reti, direzione Milan Futuro), esaltando le qualità di Italeng (punta centrale, 8 gol fin qui), ben supportato da Giacomo Corona (4) e Pablo Vitali (3). Il primo, figlio d’arte ‘assaggerà’ il tappeto verde su cui il padre Giorgio fu protagonista tre anni prima della sua venuta al mondo (il tempo passa veloce, ahinoi). Il secondo, prelevato a gennaio dal Picerno, espulso nel concitato finale contro il Pineto e quindi squalificato, se la guarderà da casa. Niente legge dell’ex per lui, scovato dall’allora Ds De Angelis nel 2020 nel Montespaccato, e poi scambiato con Merkaj del Foggia un anno dopo, operazione decisamente miope, detta col senno del poi.

Il rinnovato Pontedera può contare anche su Scaccabarozzi (Turris), Gaddini (Arezzo), Moretti (Triestina), Migliardi (Novara) e Lipari (Lumezzane) e non più sui vari Ambrosini (passato all’Albinoleffe), Ragatzu (Olbia) e Gagliardi (Genoa, fine prestito).
Squalificato in difesa Martinelli, si candidano per sostituirlo Pretato (autore del provvisorio 1-1 dell’andata) ed il quarantenne Espeche.

Il Campobasso quindi è chiamato ad un nuovo inizio, cancellando in un sol colpo i numeri che parlano oggi di sei risultati negativi di fila in casa (erano 7 in serie D nel 18/19, addirittura 13 nell’89/90 in C2), della peggior striscia negativa tra i professionisti (precedente 11 nel 2012/13, in Seconda Divisione). Per quella più buia in assoluto bisogna andare indietro fino alle sedici gare senza vittoria del 66/67, in serie D.

Il gol è il problema più evidente, con ben dodici ‘clean sheet’ avversarie su 25, quasi la metà. Precedenti: solo uno in Molise, il 30 settembre 2012, finì 1-1, con gol di Konate ed Arrighini. Occhio a Menichini, che a Campobasso ha vinto sia da calciatore (0-1 con la Triestina nel 1985) che da tecnico (1-2 col Monterosi nel 2022).

LE PROBABILI FORMAZIONI

Campobasso (3-4-2-1): Forte F.; Mondonico, Benassai, Calabrese; Pierno, Cerretelli, Chiarello, Martina; Bifulco, Di Stefano; Di Nardo. A disp.: Neri, Mancini, Celesia, Morelli, Lombari, Serra, Prezioso, Bigonzoni, Forte R., Falco. All.: Prosperi.

Pontedera (4-2-3-1): Tantalocchi; Cerretti, Moretti, Pretato, Perretta; Ladinetti, Guidi; Sala, Scaccabarozzi, Gaddini; Italeng. A disp.: Calvani, Vivoli, Vanzini, Van Ransbeeck, Corona, Maggini, Espeche, Migliardi, Lipari, Sarpa, Pietra. All.: Menichini.

Arbitro: Burlando di Genova. Assistenti: Renzullo di Torre del Greco e Peloso di Nichelino. Quarto ufficiale: Marotta di Sapri.

Stefano Castellitto