CALCIO / SERIE C NOW – Campobasso-Pescara, torna un classico degli anni ’80. Società biancazzurra fondata da un molisano

Braglia: “Partita tosta, ma noi stiamo bene. Per una volta, potrei sacrificare il minutaggio. La società mi ha promesso di intervenire sul mercato”

Quella col Pescara è stata una delle rivalità più sentite, ai tempi della serie B, per il Campobasso. Quattro anni di sfide ricche di colpi di scena, con i lupi che si sono difesi egregiamente.

Dal 1987, le strade si sono separate per trentotto lunghi anni, in cui gli abruzzesi hanno fatto tanta serie B, qualche affacciata in A ed un po’ di C, mentre i rossoblù sono rimasti mediamente due/tre categorie sotto.

Il ‘quasi derby’ Campobasso-Pescara torna in un momento di difficoltà per entrambe le squadre, con i padroni di casa che non vincono da cinque partite e gli ospiti che hanno perso due delle ultime tre gare. Diverse le assenze su entrambi i fronti, arbitra Fabrizio Ramondino di Palermo. Calcio d’inizio alle 19,45 di sabato 14, prevista una imponente cornice di pubblico. Sfida nella sfida, quella tra i due mister Piero Braglia e Silvio Baldini, entrambi toscani e poco ‘diplomatici’. 

Casa lupo – Torna disponibile Bosisio, ma il ko di Perugia ha lasciato in eredità le squalifiche di Pellitteri e Celesia. Particolarmente importante l’assenza del primo, il più costante del centrocampo rossoblù. L’indisponibilità dell’ex Alessandria potrebbe condizionare non solo le scelte tecniche, ma anche quelle relative al minutaggio. “La società mi ha dato carta bianca – ha detto in conferenza stampa mister Braglia – e valuterò chi mandare in campo senza dover necessariamente schierare tanti under. Sarà una partita tosta, loro giocano bene e hanno un’intelaiatura di livello già dalla scorsa stagione. Baldini è stato bravo a cambiare modulo in corsa, e le alternative non gli mancano”.

Il mister si è poi soffermato sullo stato di forma dei lupi e sull’ormai prossima sessione di mercato. “Siamo calati – ha spiegato – ma non fisicamente. Più che altro fatichiamo a concludere le azioni. Gli attaccanti hanno fatto il loro dovere, ci mancano i gol (anzi, come dice lui, i… “go”)  del resto della rosa. Quanto ai movimenti di mercato, ho identificato cosa ci servirebbe: innanzitutto qualcuno in grado di saltare l’uomo. Abbiamo parlato anche di chi potrebbe andare via. E qui faccio la dovuta autocritica: qualche giocatore che ho voluto non ha reso, e mi assumo le responsabilità per le scelte che si sono rivelate sbagliate”.

Casa delfino – Fuori causa Pierozzi e De Marco per squalifica, più gli infortunati Pellacani, Vergani e Lonardi. Davanti al portiere Plizzari, Baldini dovrebbe schierare un 4-3-3 con Staver, Brosco, Mulè e Crialese a formare la linea difensiva, trio di centrocampo formato da Valzania, Squizzato e Dagasso, tridente formato da Merola, Tonin e uno tra Bentivegna, Cangiano e Ferraris.

Storia biancazzurra – Sulla carta d’identità del delfino c’è scritto “Nato il 4 luglio 1936”, anche se risale a undici anni prima la partecipazione ad un campionato di due squadre dell’attuale città, allora divisa in due: a sud Pescara, provincia di Chieti, a nord Castellammare Adriatico, in provincia di Teramo. Seguirono anni di fusioni, scissioni e rinunce fino quando il molisano Angelo Vetta, nato ad Acquaviva Collecroce, riuscì ad unire le forze assumendo la presidenza della società giunta fino ai giorni nostri, passando per cinque promozioni in serie A.

I precedenti – Il conto totale è favorevole ai biancazzurri (8 successi a 6, più due pareggi), ma limitando il conto alla sola serie B guidano i rossoblù con 4 vittorie a 2. Nella prima sfida tra i cadetti, i gol del 2-0 campobassano furono realizzati da Gigi Ciarlantini, che successivamente sarebbe passato al Pescara con cui ha giocato anche in serie A, e Nick D’Ottavio, che a Pescara si è stabilito e vive tuttora. Sempre in serie cadetta, due pareggi per 1-1 e, ultimo in ordine di tempo, l’1-0 firmato da Parpiglia. Piero Braglia non ha mai sconfitto Silvio Baldini, ma nei ben 25 confronti (10 da giocatore e 15 da tecnico) con il Pescara conta più vittorie che sconfitte.

Doppi ex – Oltre Ciarlantini, sono numerosi ad aver raggiunto la serie A: Rebonato, Vagheggi, Baldini, Casaroli, D’Alessandro, Mandressi, Piacenti, Berardi, Di Vicino, Sforzini, Camorani e Rosati. Carriere importanti anche per Donatelli, Catarci, Capogna, Chionna e due protagonisti della prima ascesa in serie C del Campobasso: Bruno Pinna e Domenico Lamia Caputo. Tra gli allenatori, giusto citare De Angelis oltre a Giancarlo Cadè e Antonio Valentin Angelillo che hanno ottenuto le prime due promozioni del Pescara in serie A. E poi il ds Piero Aggradi. Unico ex della contesa all’Avicor, Roberto Pierno.

LE PROBABILI FORMAZIONI

Campobasso (3-5-2): Forte; Mondonico, Bosisio, Mancini; Morelli, D’Angelo, Prezioso, Baldassin, Pierno; Di Nardo, Di Stefano. A disp.: Guadagno, Haveri, Benassai, Forte, Scorza, Spalluto, Lombari, Barbato, Calabrese, Serra. All. Piero Braglia.

Pescara (4-3-3): Plizzari; Staver, Brosco, Mulè, Crialese; Valzania, Squizzato, Dagasso; Bentivegna, Tonin, Merola. A disp.: Saio, Giannini, Moruzzi, Meazzi, Tunjov, Arena, Cangiano, Ferraris. All.: Silvio Baldini.

Giuseppe Villani