Arriva la Spal al “Molinari” nel mezzogiorno (e mezzo) di fuoco di una domenica che promette spettacolo, in campo e sugli spalti. Campobasso-Spal, fascinoso match all’ora di pranzo trova solo un precedente, nella calda estate del 1987, ma non in campionato. Era Coppa Italia quella serata del 26 agosto di 37 anni fa. Finì 1-0, rete di Goretti, con i rossoblù freschi di beffarda retrocessione ed alle prese con un “lutto” sportivo ancora da elaborare, dopo gli spareggi con Taranto e Lazio, e il caso Empoli-Triestina, col conseguente delusione di un mancato ripescaggio. Un’unica soddisfazione in mezzo ad altre sconfitte per un giovane Campobasso guidato dal 39enne Mario Russo, alla vigilia di una C1 quanto mai competitiva.
IL PRANZO È SALTATO – Orario decisamente insolito. Tre campionati fa alla “mezza” si giocò in trasferta contro la Vibonese e il Campobasso di Cudini prese due gol (a zero). Non ci sono precedenti per il Campobasso versione casalinga, tralasciando un “10.30” a Morcone in Eccellenza nel 1992 contro il Mirabello degli ex guidato in campo da Scorrano ed in panchina da Ciaramella. Si perdono nella notte dei tempi le gare mattutine in Promozione campana nella periferia di Napoli o l’anticipo alle 11 a L’Aquila a metà anni ’70 perché nel pomeriggio – ubi maior minor cessat – c’era il rugby di serie A. I “cavatelli” per una volta possono aspettare.
ANTENUCCI – Attesissimo e temuto dai suoi corregionali, già “puniti” tre anni fa con la maglia del Bari, tocco facile facile su assist al bacio di Maita. Al ritorno però il Campobasso vinse clamorosamente al San Nicola. Numeri da capogiro per il “serpente” di Roccavivara, icona della Spal. Ha vestito 154 volte la maglia biancazzurra, è al terzo anno da capitano, ha segnato 45 gol. È il 20° di tutti i tempi (a meno uno da Ghetti ed Emiliani) in fatto di presenze, addirittura 7° come goleador, a meno 4 da Gibellini ed a meno 7 da Massei.
I DOPPI EX – Bizzarri, 43 gol con la Spal, e uno col Campobasso, in Coppa Italia nel 1987, al Cesena. Poi, tra gli altri, Di Vicino, Rosa, Logarzo, Medeot, quindi Ranzani, giovane ds in Molise ma “spallino” e ferrarese a vita, pur se lombardo di nascita. Direttamente dalla notte dei tempi pure l’allenatore Halmos (un secolo fa a Ferrara, nel 33/34 in Molise).
SPAL: CONTINUITA’, QUESTA SCONOSCIUTA – La Spal, partita da -3 per inadempienze amministrative, sta faticando parecchio a fare “filotto” di risultati, ma anche a continuità di prestazioni. Sempre sull’altalena, per quattro volte in questa stagione ha fatto saltare il fattore campo, due a favore (vincendo a Rimini ed a Sestri Levante) e due “contro” (al Mazza sconfitta da Lucchese e Virtus Entella). Unico successo casalingo a spese del Carpi con due pregevoli reti del “vecchio” e del “bambino”, ovvero il 40enne Antenucci ed il 18enne Rao. A Campobasso assenze pesanti quelle di Buchel e di El Kaddouri, tuttavia Dossena ha una rosa profonda e diverse alternative. La Spal non è certo fatta per lottare nei bassifondi. Giocherà l’ex Padova Radrezza, a lui le chiavi del gioco. Dietro di lui alla bisogna un paio di ragazzini.
BRAGLIA – Settima sfida del tecnico toscano al club ferrarese, con la quinta squadra diversa. L’anno scorso col Gubbio 0-0 in casa e 0-3 al Mazza. Due sconfitte su due ai tempi del Montevarchi nel 95/96. L’unica vittoria risale al 2014-15, Spal-Pisa 0-1. Nel 2009, invece, alla quinta giornata, la sconfitta 1-2 allo Iacovone costò la panchina a Braglia che restò alla guida del Taranto per appena 5 giornate.
LUPO – Direttore sportivo della Spal tre stagioni fa ha rilasciato una bella intervista al quotidiano “la Nuova Ferrara”, in cui definisce Campobasso “un luogo cui sono molto legato affettivamente e sarà sempre nel mio cuore”. Ha parlato dei rossoblù: “Ero presente a Chieti alla partita decisiva della scorsa annata, sono molto felice che siano tornati nel professionismo. Hanno costruito una squadra per salvarsi in tranquillità”. Fabio Lupo ha oggi 60 anni, ne è passata di acqua sotto i ponti quando, giovane calciatore del Francavilla, al mattino presto amava corricchiare sul bagnasciuga. Presenze 108 in rossoblù, per Lupo con il “lupo”. “E su quella retrocessione ci sarebbe molto da dire”, ha aggiunto sibillino su quei maledetti spareggi del 1987.
Stefano Castellitto