Dimenticare Lucca, il pessimo secondo tempo del “Porta Elisa” e tirare fuori orgoglio e prestazione. Il Campobasso aspetta il Carpi al “Molinari” covando rivincite e sperando di chiudere al più presto la questione salvezza. Da parte sua il Carpi, a 40 punti, quattro più degli avversari, ha pruriti da playoff e non sarà l’avversario più agevole possibile per la truppa di Prosperi, concentrata a spegnere ogni malumore che qualche tifoso deluso ha inteso far recapitare alla squadra già sulla strada del ritorno dall’infausta trasferta di Lucca.
I temi del match di sabato in Molise (fischio di inizio ore 15, dirige Tropiano di Bari), sono in sostanza questi, con due “matricole” contro che in campionato non si sono mai incontrate a queste latitudini. Unico precedente in Molise dieci mesi fa, nella poule scudetto, quando i rossoblù si imposero meritatamente (2-0) nel secondo tempo con reti di Di Nardo e Romero. Il “capitano” c’è ancora, l’ex compagno è rimasto in D (prima alla Clivense, poi al Varese). I biancorossi dovettero fare i conti pure col grave infortunio di Maini, dopo un contrasto con Grandis.
All’andata reti inviolate al “Cabassi”, al termine di 90′ equilibrati. Meglio la squadra di Serpini nel primo tempo, nella ripresa un Sorzi miracoloso impedì ai rossoblù un gol che sembrava fatto. Quello 0-0 – risultato tutt’altro che disprezzabile – aprì di fatto la crisi del Campobasso di Braglia, incapace di vincere per più di cento giorni, fino all’avvento del suo successore che ha ritrovato sì la vittoria proprio nel match più difficile (contro la Ternana), ma non ha aumentato il passo, visto che la media punti è rimasta la stessa (1.125), frutto dei successi contro Spal ed Ascoli, a fronte di cinque sconfitte.
Per Campobasso-Carpi ogni pronostico è valido, alla luce dell’altalena di risultati dei rossoblù (mai un pareggio nelle otto gare della gestione Prosperi) e del buon momento dei biancorossi emiliani che hanno ribaltato la situazione rispetto alla gara di andata quando erano cinque lunghezze più sotto.
Una matricola spesso impertinente, che – a differenza dei molisani – non ha stravolto l’organico vincente della D, facendo i conti tuttavia anch’essa con qualche battuta a vuoto, errori di gioventù, qualche grave infortunio e fisiologiche distrazioni difensive, fino a lavorare per ridurle al minimo e trovare la miglior serie positiva stagionale (4, con otto punti in tasca). Nessuna espulsione contro le 10 dei rossoblù. Nel girone di ritorno solo un gol degli attaccanti di ruolo (Fossati, arrivato a gennaio dal Gubbio), visto che Saporetti (23 reti in serie D, 4 quest’anno) non “bolla” da dicembre, idem Gerbi (a quota 7) con il velocista Sall fermo a due, Stanzani ad uno.
Il Carpi del debuttante Serpini ha così trovato nella mezzapunta Cortesi l’uomo della provvidenza nel momento topico della stagione (6 reti nelle ultime otto partite), dopo aver riabbracciato da qualche settimana il “faro” Mandelli a centrocampo. Campionato finito da un pezzo per Forapani, fuori anche Contiliano. Assieme al portiere Sorzi, decisivo anche all’andata, sono loro gli elementi chiave dello scacchiere biancorosso, che si fonda su un collaudatissimo 4-3-1-2, marchio di fabbrica della casa, che comunque ha mandato in rete ben 14 effettivi differenti, ultimo in ordine di tempo Rigo contro il Pineto, grazie ad un’incertezza del portiere abruzzese Tonti.
Di nuovo abile ed arruolato (dopo tre mesi e mezzo) l’esterno difensivo Tcheuna, pronto a riprendersi la maglia da titolare indossata ininterrottamente nelle prime 18 giornate prima dell’infortunio. Rispetto all’andata non ci sono più Pezzolato, Sereni, Zoboletti, Mazzali e Nardi, rimpiazzati in organico da Theiner, Casarini, Campagna, Visani, Rigo e Fossati. Formazione tutta da decifrare in casa emiliana, con Zagnoni, Cortesi, e gli stessi Rigo e Fossati non in perfette condizioni.
CURIOSITÀ – Prosperi ha già battuto il Carpi lo scorso 12 ottobre quando guidava la Pianese (1-0). Parità (1-1) nella poule scudetto dieci mesi fa al “Cabassi”. Da calciatore col Taranto, di cui era capitano, vinse 0-2 a Reggio Emilia pareggiando 1-1 al ritorno allo Jacovone. Falco nella sua già lunga carriera ha già fatto gol al Carpi con le maglie di Pavia, Lecce e Benevento (2).
EX DI TURNO – Se il portiere Forte e Prezioso sono passati da Carpi ma non hanno mai indossato la maglia biancorossa, il vero ed unico ex del match è Alfredo Bifulco, che in serie B in Emilia (stagione 2016/17, Castori allenatore, in prestito dal Napoli) segnò al debutto a Vicenza alla prima giornata (0-2), firmando altri due gol a Ferrara ( 3-1 per la Spal) ed a Salerno (1-2).
Stefano Castellitto