CALCIO / SERIE C NOW – Braglia, cifra tonda anche in panchina. Sono 1.300 le partite in carriera del tecnico toscano, tra B, C, D, Coppe Italia, spareggi, playoff e playout

Ha appena spento simbolicamente settanta candeline (in realtà erano due, un sette ed uno zero, una rossa e l’altra blu), è entrato in una decade “importante” («Sì, ma ‘un diciamo quale», ha riso di gusto nel giorno del suo compleanno, ieri l’altro), ed oggi contro la Pianese tocca il prestigioso traguardo delle 1.300 panchine. Sì, avete letto bene, milletrecento. Ufficiali, si capisce, tra serie B, C, D, Coppe Italia, playoff, playout, spareggi e appendici di vario genere. Amichevoli e… squalifiche escluse dal conteggio, naturalmente sarebbe stato molto difficile censire pure quelle. Già per ripercorrere la sua lunga carriera ci vorrebbe un corso accelerato di “statistica applicata”…

Dunque, Piero Braglia da Grosseto, per gli amici e colleghi “Pierino”, ne ha viste di cotte e di crude dal 1989/90, anno del debutto in panchina nella Bibbienese, in serie D, fino ad oggi. Ha iniziato la stagione a Campobasso come allenatore più “esperto” del calcio professionistico, poi sono subentrati prima Ranieri (classe ’51, col quale ha pure giocato assieme, al Catanzaro) in A con la Roma, poi Castori (classe ’54) in B con il Suedtirol, e lo hanno relegato al… terzo posto, ma di sicuro non se ne farà un cruccio.

Spirito ne ha da vendere, l’energia è quella di un giovanotto, la lingua è tagliente come una lama affilata, dritta all’obiettivo, e poco importa se può non piacere a qualcuno. “Ognuno fa ‘l che vole”, “tanto pe’ esse cchiari” e “ci mancherebbe altro”, e chi non li legge con la sua voce, mente spudoratamente.

Piero Braglia, classe ’55, ha fin qui messo insieme 1.121 partite di campionato, 138 di Coppa Italia (A, B, C fino ai Dilettanti) 39 di playoff, playout o spareggi. Il totale fa 1.299, un numero esorbitante, che lo elegge senza dubbio ad “enciclopedia” vivente del calcio, depositario di conoscenze, fatti, personaggi, episodi spesso inediti e spassosi. Ci limitiamo a “dare i numeri”.

Il passato non conta, conta solo la partita di oggi contro la Pianese allenata da un “ragazzino”, rispetto a lui. Formisano, classe ’90, è nato proprio nell’anno in cui Pierino Braglia iniziava ad allenare nella provincia della sua amata Toscana, Bibbiena (Arezzo). Ed oggi lo sfida in un confronto generazionale che azzera il passato e guarda avanti. Perché il calcio va veloce e Pierino e il “lupo” hanno ancora da camminare insieme verso altri ed alti traguardi. (Si ringrazia Giuseppe Villani)

Stefano Castellitto