CALCIO – Samb-Campobasso, quasi come un derby

Al “Riviera” sfida senza pronostico zeppa di ex. Per i molisani vale un pezzo di C. I marchigiani aggrappati alla matematica ed all’orgoglio.

La spedizione dei mille (e cinquecento). San Benedetto del Tronto, 14 aprile 2024. Gara cerchiata da mesi dai tifosi rossoblù, di entrambe le parti. Quelli marchigiani però non pensavano di affrontarla da un pesante “meno 8”, idem a parti rovesciate quelli molisani.

Per tre volte quest’anno hanno anche condiviso la vetta della classifica, alla 3^, 15^ ed alla 22^. In due occasioni a far compagnia alla Samb il Chieti e pure il Fossombrone, ma eravamo agli inizi. Adriatici soli al comando dall’8^ alla 14^, anche con 5 punti di margine. Aggancio alla 15^, i lupi non hanno più mollato il primo posto, al massimo con 5 lunghezze. Il terzo incomodo, l’Aquila si è inserito tra le due litiganti e spera trarre profitto dal match del “Riviera”.

I precedenti in riva all’Adriatico sono diversi, e non sempre fortunati per il Campobasso. Reti inviolate in C1 il 26 ottobre 1980, con una traversa di Catarci che nega ai rossoblù di Giorgi la vittoria. La Samb va in B assieme alla Cavese per un solo punto. Tra i cadetti sono quasi solo dolori per il Campobasso, che perde quattro volte su cinque: 2-1 il primo anno, 2-0 il secondo e 1-0 il terzo nel vecchio catino dei “Ballarin”.

Abbandonato in contemporanea il vecchio campo di gioco, Samb e Campobasso fanno 0-0 nel 1986 nell’attuale “tempio del tifo”. Nel 1987, però, con la neve ai bordi (gara in dubbio sino alla fine), decide il campione del mondo Selvaggi ed anche in questo caso, in fin dei conti, sarà decisivo ai fini della salvezza. Il lupo retrocede dopo i celeberrimi spareggi con Taranto e Lazio, la Samb timida ed impacciata fuori casa, tira fuori nel finale due quaterne secche a Modena ed a Bari, e guadagnando a sorpresa l’ennesima permanenza in serie B.

Samb e Campobasso, oltre ai colori iconici, alle figurine di entrambe che riportano alla mente gli anni ’80, hanno in comune tutta una serie di vicissitudini che spesso ma non certo volentieri hanno costretto le rispettive tifoserie a ricominciare daccapo. I marchigiani, 21 tornei di B (tre promozioni, ’56, ’74 e ’81) e 67 complessivi tra i pro, cinque volte negli ultimi 30 anni (1994, 2009, 2013, 2021 e 2023), sono costretti a tirare una riga ed a ricominciare tutto daccapo. È successo poco meno di un anno fa, quando si è chiesta una mano ai concittadini del Porto d’Ascoli (serie D), e poi “riverniciando” nome e colori fuori tempo massimo per continuare ad esistere, grazie all’avallo “eccezionale” del presidente federale.

Torniamo ai precedenti. Nel 2014 siamo in serie D. A San Benedetto il neopromosso Campobasso di Farina, seguito da 600 tifosi, vince nel finale (2-3) con un tocco sottomisura di capitan Minadeo, dopo lo 0-1 di Nicolai e il 2-2 di Di Gennaro. L’anno dopo “vendetta” Samb che si impone 2-1 sui rossoblù di Favo, condannati da un rigore di Titone all’unica sconfitta del ritorno.

Sono tantissimi gli ex sulle due sponde. Attualmente Di Filippo e… Pergolizzi da una parte (il tecnico è un ex Porto d’Ascoli), Sbardella, Martiniello, Coco, Pinto, Bontà ed il ds De Angelis dall’altra. Ma l’elenco del passato è lunghissimo. I tecnici Vitali, Silva, Trillini, Mosconi, Paolucci, Vullo e (volendo) anche Prosperi… Tra i calciatori ricordiamo Migliorini, Pilone, Romiti, Di Vicino, Pivotto, Goretti, Vagheggi, Danilo Alessandro, Domenico Rosati, Lunerti. Poi Giuseppe Donatelli, Cannito, Ugolotti e D’Adderio, calciatori in Molise e tecnici alla Samb. Infine Mirko Cudini, ultimo trainer del Campobasso in serie C già calciatore in riva all’Adriatico, che ad inizio stagione aveva ricevuto la proposta di allenare la nuova Samb, ma ha preferito aspettare una C.

Stefano Castellitto