Almeno un gol con la stessa maglia – il Como – dalla D alla A. È il quinto calciatore a farlo, ma il record assoluto spetta a Pasciuti
Da Campobasso alla serie A, in otto campionati. Ma non basta, pure tre promozioni con la stessa maglia, il Como, tornato nella massima serie l’estate scorsa. Da ieri, però, Alessandro Gabrielloni, ha aggiunto un’altra perla, il gol alla Roma, il suo primo in serie A, entrando nella storia. È uno dei cinque calciatori ad aver segnato con la stessa maglia nelle prime quattro categorie italiane, dalla D alla A. Il primo a farlo fu Pasciuti del Carpi, che tuttora detiene il record. Il calciatore toscano riuscì a far gol con la casacca dei biancorossi emiliani addirittura in cinque categorie diverse, perchè i tempi erano quelli della C1 e C2). Pasciuti ebbe una discreta eco mediatica, raggiungendo il record giocando in serie A, ed aprendo le marcature in Carpi-Udinese 2-1 nel gennaio 2016.
Gli altri tre “bandiere” col vizio del gol sono Alessandro Lucarelli (Parma 2017), Santana (Palermo, 2021), Luci (Livorno, 2023). A Como Gabrielloni arrivò in serie D, nel gennaio 2018. Quasi sette anni dopo, scalando tutti i gradini, e finendo sistematicamente nel tabellino dei marcatori, ha ottenuto sul campo tre promozioni, collezionando con la maglia lariana 62 reti (l’ultima proprio nel recupero di Como-Roma sbloccando il risultato, e poi servendo l’assist per il raddoppio), in oltre 200 presenze.
La prima prodezza in serie A, che segue le 22 in D, le altrettante in C e le 17 in B, lo ha portato alla ribalta delle cronache. Arrivò ventunenne a Campobasso, nel dicembre 2015, in serie D. Presidente Giulio Perrucci, uomo mercato Antonio Minadeo, allenatore Max Favo, subentrato da qualche settimana a Cappellacci. Alessandro Gabrielloni, jesino classe ’94, lasciò Martina Franca e approdò in rossoblù, in piena “rivoluzione” tecnica, con la fine anticipata del “progetto” estivo, diversi tagli a qualche robusto ingaggio e conseguente ridimensionamento di budget ed obiettivi. Giovane di belle speranze, ragazzo educato e rispettoso, fece buone cose e lasciò il segno, trovando la via della rete 8 volte, e contribuendo alla grande stagione sfociata nella finale playoff poi persa a a Fano.
Non tutti inizialmente apprezzarono le sue qualità, tanto che subì da pulpiti e microfoni “importanti” delle aspre critiche al confine con l’insulto personale. Ma non se ne fece un cruccio, né portò rancore contro chicchessia. Un comportamento impeccabile fuori e dentro il campo, qualità morali e tecniche da vendere, premiate da un discreto bottino in fatto di reti, quasi 0.5 di media. Il suo contributo nell’area avversaria fu molto importante, tant’è che il Campobasso sul campo guadagnò addirittura la possibilità di essere ripescato in serie C, chance sfumata per note difficoltà economiche che misero a rischio pure l’iscrizione nell’estate successiva.
Stefano Castellitto