CALCIO – Arezzo-Campobasso, profumo di B e di anni Ottanta. Amaranto bestia nera del lupo, in Toscana rossoblù mai in gol su azione

Si parte col botto. Ad Arezzo prima o poi dovrà pur accadere. Ovvero che il Campobasso riesca a far gol su azione (e magari a vincere) visto che il magro bottino in nove partite toscane è di appena un rigorino trasformato da Roberto Russo nel gennaio del remoto 1986 che valse un 1-1.

In ogni caso non è una partita come le altre, e non lo era neanche ai tempi, visto che più volte finiva sulla schedina del Totocalcio. Il sorteggio ha così riservato alle due contendenti un nostalgico revival degli anni ottanta, quando Arezzo e Campobasso, dopo alcuni campionati di C1, salirono a braccetto in serie B e vi rimasero per alcuni anni, cinque i rossoblù e sei i toscani. Cammini paralleli, almeno in quel periodo. La storia, va detto, premia invece l’Arezzo, che in serie B ha totalizzato 14 campionati.

Torna dunque una sfida sentita, che però i più giovani non conoscono direttamente se non dai racconti, dalle testimonianze e da youtube dove si può facilmente trovare documentazione sul “gol del secolo”, ovvero quella fantastica rovesciata che ahinoi decise un match “drammatico” alla penultima giornata. Era il 9 giugno 1985, Neri capitano degli amaranto, prima si fece parare un rigore da Ciappi, si disperò a lungo e quasi non voleva più giocare. Un paio di minuti dopo, tuttavia, sugli sviluppi di un corner, mandò in visibilio un’intera città inventandosi una memorabile sforbiciata che ad Arezzo è ormai mito, storia e leggenda. Come pure i complimenti di Ciappi, portiere del “lupo” e nella fattispecie campione di fairplay della stretta di mano dopo il notevole gesto tecnico.

Il Campobasso, sette giorni dopo, centrò comunque l’impresa della salvezza, piegando la Triestina che sognava uno spareggio per la serie A, e nella quale giocava un certo Piero Braglia, che fu sostituito nei primi minuti della ripresa. Ed il cerchio della storia si chiude, si fonde con l’attualità che ripropone una sfida ricca di fascino, di nuovo in calendario alla prima giornata, come nel 1981. Circostanza che portò fortuna ad entrambe, visto che furono promosse in serie B. Allora vinsero i ragazzi dell’ex Angelillo con un gol di Tullio Gritti , neanche a dirlo, sempre nel finale.

La prima sfida aretina tra le due rivali è del 28 gennaio 1979, in C1, reti bianche. Uguale responso qualche mese dopo, 9 dicembre. Il 10 maggio 1981, domenica di referendum e di Juve-Roma (il gol di Turone era ‘bbono, già, proprio quella), decide Neri e il Campobasso pagherà a caro prezzo quello 0-0 mancato. Di Gritti si è detto. Dal 1982/83 la sfida si sposta al piano di sopra, terzo 0-0 il 27 marzo. Netto invece il successo aretino del 15 aprile 1984 (2-0, Zandonà e Traini su rigore). Finalmente un gol per il “lupo”, quello di Russo dal dischetto (Di Mauro per i padroni di casa), mentre nell’ultimo match disputato al “Comunale” che oggi si chiama “città di Arezzo”, il Campobasso di Grip domina e spreca l’inverosimile, e naturalmente perde, decide all’86’ Giovanni Pagliari. Bilancio ad Arezzo: cinque sconfitte su nove (tre beffarde a dir poco) quattro pareggini e mai una gioia. Risultato più frequente l’1-0 per l’Arezzo, ben quattro volte, sette gol subiti ad uno e bilancio – si spera – da aggiustare sin da subito, compreso quel malinconico “zero” alla casella dei successi esterni.

Tenendo conto delle gare disputate in Molise il conto torna accettabile, vista dalla parte del Campobasso. Arezzo in vantaggio 6-4 e 13-10 in fatto di gol. Totale sfide 18, i cannonieri sono Neri e Traini con 3 reti a testa, per il Campobasso a sorpresa il goleador è Scorrano con 2. L’ultima sfida in assoluto è del 15 marzo 1987, decisivo Parpiglia con un colpo di testa nel finale nel “frigorifero” di Selvapiana, la temperatura è da pieno inverno.

Memorabile invece la partita del 20 novembre 1983, scontro al vertice della B, con vittoria rossoblù firmata D’Ottavio con un gran colpo di testa dopo una portentosa iniziativa e relativo assist di Tacchi.
Giocatore con più presenze nella sfida è Maestripieri (16 su 18). Seguono Scorrano 11 e Goretti con 10 (in serie B l’ex Perugia le giocò tutte). Nelle fila aretine 13 gettoni per Neri e Mangoni, 12 per Butti che è il recordman di presenze della storia del “Cavallino”. Capitolo allenatori: l’ex Angelillo 7 panchine nel match, Pasinato 5. Un solo gol dell’ex, quello di Ugolotti al nuovo Romagnoli nell’1-1 del 1 giugno 1986.

LE PRIME GIORNATE – Sono venti i campionati di B o C sotto le varie salse che il Campobasso ha disputato nella sua storia, dicono ultracentenaria per tacere delle diverse “matricole” alternatesi negli anni. Al terzo livello (serie C o C1) sono nove i precedenti, l’ultimo tre anni fa ad Avellino (1-1) con Braglia dall’altra parte della barricata. Solo un successo, nel 1980, in C1 contro la Nocerina, con “Buondì” Motta nel finale a far felice mister Giorgi. Per il resto l’1-1 casalingo col Catania (con tanto rammarico per un rigore sbagliato) e poi pareggi esterni a Lucca (0-0, 1978, C1), Salerno (2-2, 1979, gran gol in zona…Scaini) e Reggio Calabria (1987, 1-1, illusorio vantaggio di Lanci). Amare le sconfitte di Benevento, Messina e quella già citata di Arezzo di 42 anni fa. (© foto archivio Valdambrini)

Stefano Castellitto