Riceviamo da un cittadino di Guardialfiera, e pubblichiamo integralmente, una lettera nella quale si denuncia la caccia indiscriminata in territorio cittadino che, a volte, potrebbe trasformarsi in tragedia. Questa volta è andata bene…
“C’è una strada di asfalto che collega le contrade di Guardialfiera con il centro abitato. Sulla strada spuntano abitazioni, si allineano staccionate da cui si vedono i paesi del basso Molise fino, addirittura, al mare. Sulla strada spuntano arbusti, alberi e canne ma il bosco è lontano. Si trova in un altro posto. Ieri mattina scendevo a piedi lungo questa strada tenendo per mano la mia fidanzata e tenendo al guinzaglio il nostro cane. Ad un certo momento abbiamo visto una scia di sangue sulla strada: a giudicare dalla grandezza della traccia doveva trattarsi di qualche cinghiale che fu. Insospettito dall’abbaiare dei cani che si iniziava ad udire e da qualche rumore di spari ho preso a fischiare come fanno i pastori. Fischi forti e decisi per far capire ai cacciatori che non era il caso di sparare a vanvera. Neanche a farlo che, in un attimo, l’aria a qualche palmo sopra la nostra testa è stata attraversata rumorosamente da un proiettile.
Per intenderci, se mi fossi trovato qualche passo di fianco avrei intercettato la traiettoria del proiettile. Una passeggiata domenicale non può trasformarsi in tragedia. Un cacciatore non può permettersi lo sfizio di sparare in qualunque direzione (ad esempio verso una strada), da qualunque posto (il colpo sembra essere partito da un punto molto vicino ad una casa abitata) e durante un periodo in cui la caccia al cinghiale è chiusa (riaprirà il 14 ottobre). Questa volta è andata bene a noi, la prossima può andare peggio a chiunque: un automobilista, un abitante del posto, un contadino, un pastore o un altro cacciatore.
Da cittadino estremamente provato chiedo più controlli e meno indifferenza: il comprensorio di Guardialfiera è piccolo ed il rumore degli spari nel bosco si sente anche dal borgo (precisando che le battute di caccia al cinghiale spesso si svolgono a qualche decina di metri dal centro abitato e vi si può assistere affacciandosi dal muraglione). Chiedo, inoltre, ai cacciatori di prendere coscienza delle proprie responsabilità evitando di generare episodi che, la cronaca ci insegna, hanno epiloghi più tristi di questo”.
(lettera firmata)