Braglia show: «Piacere, Campobasso, ci divertiremo insieme». Presentato il nuovo allenatore dei lupi

Il presidente Rizzetta: “E’ l’uomo giusto, non conta l’età”. Il ds Filipponi: “Grandi stimoli, ci dà grande energia, faremo bene”. Il tecnico: “Avevo voglia di piazze così, mi mancava il “casino” “

Ore 18.02 di un torrido pomeriggio di luglio. Inizia l’era Piero Braglia alla guida del Campobasso. Proprio lui, il tecnico toscano, che per il curriculum non avrebbe bisogno di presentazioni, viene introdotto alla stampa ed alla città da una conferenza congiunta con il presidente Rizzetta ed il direttore sportivo Filipponi. Un approccio diretto, senza fronzoli, nello stile del personaggio, che proietta da subito l’ambiente rossoblù su un’altra dimensione. Più di 1200 partite ufficiali da tecnico e mezzo secolo di calcio alle spalle. Cinque promozioni, quattro in serie B e tutte con club che mancavano dalla cadetteria da anni. Catanzaro (2004), Pisa (2007), Juve Stabia (2011), e Cosenza (2018) i club traghettati dalla C al piano di sopra. Anche il Campobasso manca dalla B da un bel pezzo… Braglia non pone limiti: “Cercheremo di consolidare la categoria e poi di divertirci, vedremo strada facendo”.

È presente il presidente Matt Rizzetta, venuto dagli States per dare il benvenuto al tecnico toscano: “Due anni fa siamo ripartiti dell’Eccellenza, e ricordo che facevo quasi fatica nel cercare chi volesse sposare il nostro progetto. Oggi, due anni dopo siamo qui a presentare un mister di questo calibro, per me è un onore. Pensate che dopo la vittoria del campionato di serie D, ero inizialmente indirizzato a scegliere un tecnico emergente. Invece, appena ho parlato con Braglia, mi sono accorto subito del mio errore, ovvero di aver dato più importanza all’età che alla volontà. Braglia mi ha fatto capire di voler venire da noi, di voler vincere per questa piazza. E così ho deciso, è l’uomo giusto per noi. Ringrazio il ds Filipponi, il dg Mario Colalillo, Cristoforo Barbato e tutto lo staff che facendo un lavoro eccezionale”. New entry anche nell’ufficio stampa, prima uscita pubblica per la nuova responsabile Cristina Niro da padrona di casa nella stipatissima sala stampa del “Molinari”.

Braglia, sorridente ed entusiasta, percepisce subito il clima, e viene subito al sodo: “Ringrazio la società per la fiducia e per le belle parole ma sapete benissimo che nel calcio le parole servono a poco se non arrivano i risultati. Qui c’è voglia, “fame”, ci sono le giuste ambizioni e per me la piazza è quella adatta, perché negli ultimi anni quello che mi è mancato è un po’ di “casino”. Gubbio è una piazza tranquilla, qui invece si vive di calcio, si vede anche guardando voi (si rivolge ai colleghi, n.d.r.), penso quindi di essere nel posto giusto per fare un certo tipo di calcio. Speriamo di fare bene e di avere fortuna, perché ci vuole anche quella. Faccio intanto i complimenti al direttore sportivo per l’organico che sta allestendo, per fare un torneo di un certo livello. Lui lavora h24 e se dorme ci penso io a svegliarlo alle 6 del mattino… “.

Filipponi se la ride, si vede che l’intesa tra i due è già a buon punto: “Porgo il benvenuto al mister, e lo ringrazio per essere venuto ad aiutare questa società ambiziosa a crescere. La prima impressione che ho avuto di lui è che si tratti di una persona di grande umiltà di energia da vendere, che, oltre ad essere un profondo conoscitore di calcio a 360 gradi, ha una “fame” ed un entusiasmo incredibili. Questo mi dà forza e stimolo a costruire una squadra di buon livello da mettergli a disposizione, sperando di esserci sbagliati “poco” nelle scelte. Vogliamo come club lasciare il segno, non soltanto partecipare”.

Poi Braglia si sottopone alle domande. Sul girone B risponde così: “È un girone tecnico composto da società di un certo blasone, di cui sette, otto, forse anche dieci in grado di lottare per il vertice. Non c’è più il Cesena che l’anno scorso ha ammazzato il campionato, c’è equilibrio verso l’alto e delle realtà di un certo livello nelle quali speriamo di rientrare anche noi”. Sul suo contratto (un anno più rinnovo automatico in caso di playoff), aggiunge: “Non mi andava di chiedere biennali, sono andato via dal Gubbio rinunciando ad un anno e non avevo squadra. Poi è arrivato il Campobasso. Dei contratti non mi interessa molto, e neanche delle varie clausole. Se uno non sta bene in un posto, prende e va via. Meglio trovare un “progetto” che credo di aver trovato qui. È vero, siamo una matricola ma stiamo allestendo un organico per poterci divertire tutti assieme. Ho la fortuna di avere uno staff molto più giovane di me (da ufficializzare, n.d.r.) ed il mio obiettivo è quello di vedere una squadra che mi assomigli un po’. Sapete, ho l’abitudine di incavolarmi quando vedo gente che tira indietro il piedino e non vuole lottare per qualcosa, vincere qualcosa. Stiamo cercando i calciatori adatti”.

Qualcuno gli chiede a quale tecnico si ispiri. Braglia ride, “cosa vuoi alla mia età…” (compirà 70 anni a gennaio) comunque nomina Mazzone, suo “maestro” a Catanzaro quando era un centrocampista dai piedi buoni e dal carattere fumantino. Quando vede la figurina di quegli anni, con la maglia dei calabresi, si emoziona..”Maremma, che roba”. Benvenuto mister, forse a Campobasso ci divertiremo davvero. In bocca al… LUPO.

Stefano Castellitto