VASCO SCOTTI USE ROSA EMPOL-LA MOLISANA MAGNOLIA CAMPOBASSO 52-37
(16-7, 34-21; 48-31)
USE Empoli: Calamai 6 (3/4, 0/1), Lucchesini 2 (1/1, 0/1), Brunelli 12 (4/6, 1/4), Pochobradska 12 (5/8, 0/2), Narviciute 4 (0/4, 1/1); Chiabotto 2 (1/4, 0/2), Rosellini 6 (3/5, 0/3), Gimignani 2 (1/1), Manetti 6 (3/5), Malquori (0/2), Francalanci (0/1), Caparrini. All.: Cioni.
Magnolia Campobasso: Alesiani 2 (1/4, 0/2), Di Gregorio 7 (0/5, 1/7), Ciavarella 5 (2/6, 0/4), Reani 6 (0/6, 2/2), Dzinic 11 (4/7); Dentamaro 2 (1/3, 0/1), Di Costanzo (0/2, 0/1), De Pasquale 2 (0/2 da 3), Landolfi (0/1 da 3), Corsetti 2 (1/2). All.: Sabatelli.
Arbitri: Sconfienza (Asti) e De Bernardi (Torino).
Note: tiri liberi: Empoli 4/6; Campobasso 10/12. Rimbalzi: Empoli 40 (Pochobradska 8); Campobasso 33 (Dzinic 9). Assist: Empoli 12 (Calamai e Narviciute 4); Campobasso 3 (Alesiani, Ciavarella e Dzinic). Progressione punteggio: 12-2 (5’), 29-14 (15’), 42-23 (25’), 52-33 (35’). Massimo vantaggio: Empoli 20 (46-26); Campobasso mai.
Le soste continuano ad essere indigeste per la Magnolia Campobasso. In quello che continua ad essere un planning a zig-zag le rossoblù pagano, ancora una volta, l’impossibilità di dare continuità alle due affermazioni consecutive contro Cagliari ed Alghero, finendo per smarrirsi in casa della leader Empoli.
Che la gara fosse di quelle particolarmente complicate era evidente sin dalla vigilia: da un lato per le qualità delle toscane, dall’altro, invece, per le problematiche fisiche che avevano segnato la settimana di avvicinamento delle rossoblù. Lo è stato ancora di più laddove le magnolie hanno fatto i conti con una pressoché continua latitanza della fluidità offensiva, compensata dalla prova di carattere della pivot Marina Dznic: così la bosniaca – unica ad andare in doppia cifra tra le molisane e capace di conquistare anche 9 rimbalzi – conferma l’attuale (e particolarmente concreto) momento di forma.
Sin dall’avvio è Empoli a comandare le operazioni (6-0) con i primi punti del quintetto di coach Mimmo Sabatelli, figli del 2/2 ai tiri liberi di Roberta Di Gregorio. Il primo canestro dal campo, invece, arriva dopo oltre 6 minuti effettivi di gioco e porta la firma di Marina Dzinic per il -10 sul 14-4. L’attacco campobassano continua ad essere asfittico (12/55 dal campo con 9/35 da due e 3/20 da tre). Così – pian piano – la formazione di casa prende sempre più vantaggio ed arriva ad avere venti lunghezze di margine nella metà discendente del terzo quarto (46-26).
Gli ultimi dieci minuti rappresentano così un prolungato garbage time con le due squadre che producono – in combinata – appena 10 punti. È questo anche l’unico periodo vinto dai #fioridacciaio (6-4) con due punti, tra l’altro, messi a segno dal giovane prospetto venafrano del vivaio rossoblù Nina Corsetti.
Nel complesso, il team campobassano riesce a tenere botta con forza dal punto di vista difensivo (solo 52 punti concessi ad una squadra capace di quasi 75 di media in casa, 72 invece a partita). Offensivamente però, coi soli 37 punti messi a segno (peggior score stagionale), l’ensemble rossoblù aveva delle possibilità piuttosto basse di impensierire le proprie avversarie.
Così, a referto chiuso, l’analisi dell’assistant coach Rosario Filipponio non può che essere lo specchio del disappunto che si registra sui volti dell’intero clan Magnolia. “Se la prestazione difensiva è stata nel complesso positiva – afferma – diverso il discorso per il lavoro nella loro metà campo. Siamo stati pressoché marginali: abbiamo avuto poca energia e non abbiamo letto bene le situazioni, non riuscendo a concretizzare i vantaggi, dove avevamo la possibilità di prenderli. Purtroppo, questo calendario con gare inframezzate a soste non ci aiuta, anche perché non ci consente di avere il giusto ‘ritmo partita’. Se la difesa si può affinare in allenamento, l’attacco migliora solo in partita o con test contro squadre della nostra stessa categoria”.
Come fosse un beffardo disegno del destino, ora – per le magnolie – ci sarà una nuova sosta, stavolta già programmata da calendario e legata alla Final Eight di Coppa Italia ospitata ad Alessandria da venerdì 23. Le rossoblù così torneranno in campo il prossimo 3 marzo per ospitare – sul parquet di Vazzieri, a 41 giorni dall’ultimo confronto tra le mura amiche contro Cagliari – il quintetto del Faenza. Da quella data – e nell’arco di 46 giorni – i #fioridacciaio, comprendendo anche quella con le ravennati, avranno ben nove gare da affrontare: un’occasione proficua per riuscire a trovare la necessaria continuità ed il ‘ritmo partita’.