Non è passato inascoltato, nonostante l’entusiasmo per la vittoria, la prima posizione in classifica e la pioggia battente sul rettangolo verde di Selvapiana, qualche coro contro il direttore generale della S.S. Città di Campobasso, Alberico Turi, da parte di alcuni tifosi della Curva Nord Michele Scorrano durante la gara di domenica scorsa col Francavilla. E, ovviamente, non poteva rimanere lettera morta, tant’è che immediata è stata la replica fornita proprio da parte del Dg nella conferenza stampa di questo pomeriggio alle presunte sue colpe in merito alla gestione del bar dello stadio (domenica chiuso, ndr.) addossategli dagli ultras.
“Non ci sto alle polemiche senza motivo – ha detto Turi in sala stampa – . Le normative nazionali sull’utilizzo degli impianti sportivi durante gli eventi parlano chiaro: chi organizza l’evento ha la responsabilità dell’intera struttura, compreso il bar. Non possiamo addossarci eventuali responsabilità civili e penali con la Federazione in caso di infortunio nei locali del bar. Giorni fa ci siamo incontrati con l’assessore al Commercio (Salvatore Colagiovanni, ndr.) al quale abbiamo sottoposto il problema e chiesto un documento che ci sollevi da ogni responsabilità per l’incolumità degli spettatori. Ci convochino ad un tavolo per definire la questione e per esprimere ognuno la propria posizione in merito”.
Immediata la risposta dell’assessore Colagiovanni il quale, in una nota, ha ribadito che: “L’assessore non si è fatto più vivo semplicemente perché il mio interlocutore non è Turi, ma la società Dalmata e per quest’ultima, Sabrina Palange, la quale ha già un atto di autorizzazione per la vendita, come del resto avviene anche per la società calcistica del Campobasso, autorizzata a giocare partita per partita.
Il bar non è il problema dello stadio, casomai è uno dei servizi che esso offre. Se qualcuno si leggesse le carte, – scrive Colagiovanni – il bar è estrapolato come locale commerciale dall’intera struttura sportiva. Qualora il Campobasso abbia qualche contestazione da fare la faccia direttamente il rappresentante legale del club. Ho parlato un giorno con Turi al bar, ma chi deve accertare le situazioni non sono i dirigenti del club, bensì le strutture che hanno avviato l’iter burocratico, come avviene da anni.
Si tratta di autorizzazioni provvisorie. Non penso, dunque, che il Campobasso abbia un problema bar. Non esiste una convenzione tra il Comune di Campobasso e la società calcistica rossoblù da più di qualche anno. Nel rispetto delle leggi, la situazione procede secondo le normative e con le carte in regola”.