Con un leggero ritardo sulla tabella di marcia il candidato premier della Lega Matteo Salvini è arrivato all’appuntamento in piazza Pepe, blindata più che mai dalle forze dell’ordine, questa mattina a Campobasso dove ad aspettarlo c’era davvero tanta gente. Ha incontrato i cittadini davanti al bar per antonomasia del capoluogo, Lupacchioli, dove ha potuto, dopo diverse peripezie tra la folla e decine di richieste di selfie, gustare un caffè accompagnato dai candidati Luigi Mazzuto (Senato), Aida Romagnuolo e Giancarlo Morandi (nei due collegi della Camera dei Deputati).
Un mini-comizio tenuto dall’alto della panchina di marmo con al fianco Aida Romagnuolo, raggiante per il risultato ottenuto che, forse, neanche lei s’aspettava. Qualche contestazione a dire il vero c’è stata, com’era ovvio che fosse, ma sovrastata dalle urla dei militanti e dalla Polizia che ha dovuto identificare anche “un segretario di partito”, a suo dire, del Movimento dei Forconi che ha cominciato troppo presto a protestare contro l’idea del 44enne leader della Lega senza neanche vederlo…
“Adesso o mai più, cambiare il Molise si può” è stato il motto della giornata e Salvini lo ha ripetuto alla folla parlando dei temi di questa campagna elettorale: sicurezza, lavoro, immigrazione, sanità. “Mandiamo a casa questo Governo che non è stato capace di fare nulla di buono. A casa Renzi e i 5 Stelle, vinceremo le elezioni ma non finisce qui: ad aprile vinceremo anche le Regionali mandando a casa chi ha portato allo sbando una terra come la vostra”.
E poi via verso l’hotel Rinascimento dove ad attenderlo c’era un’altra grossa fetta di aficionados e curiosi che lo hanno accolto tra gli applausi. “Non capisco come abbia fatto a metterci 44 anni per venire a Campobasso” ha esclamato stupefatto dal tavolo dei relatori. “Siamo avanti di 10 punti rispetto a centrosinistra e 5 Stelle. Manca l’ultimo passo, 5 senatori e 10 deputati per fare la differenza. No a qualsiasi accordo extra-coalizione: è un tema già affrontato e sottoscritto”. Al Rinascimento anche tanti esponenti politici ad ascoltare Salvini: da Michele Iorio a Mario Pietracupa, Teresio Di Pietro, Nicola Cavaliere e Antonio D’Aimmo. Un vero e proprio bagno di folla, inaspettato quanto possibile, dal momento che le prossime elezioni le vincerà chi avrà saputo cogliere meglio difficoltà e speranze di rinascita di chi è stanco di soprusi e angherie, stando in mezzo alla gente comune. m.s.
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