Dal capogruppo in Comune di Fratelli d’Italia Francesco Pilone riceviamo e pubblichiamo:
«L’assestamento generale di bilancio, sul quale oggi il Consiglio Comunale si è espresso, è disciplinato dall’art. 175 comma 8 del D. Lgs. n. 267/2000 che testualmente recita: “Mediante la variazione di assestamento generale, deliberata dall’organo consiliare dell’ente entro il 31 luglio di ciascun anno, si attua la verifica generale di tutte le voci di entrata e di uscita, compreso il fondo di riserva ed il fondo di cassa, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio”.
Si tratta di un momento fondamentale per l’attività amministrativa dell’Ente, in quanto si vanno ad individuare tutte quelle voci funzionali alla verifica e al controllo del bilancio previsionale attraverso l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio.
In pratica si analizza:
- La congruità dei Fondi Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) stanziati nel bilancio di previsione;
- L’andamento delle coperture finanziarie dei lavori pubblici al fine di accertarne l’effettiva realizzazione, adottando eventuali provvedimenti in caso di modifica delle coperture finanziarie previste;
- L’utilizzo del Fondo di Riserva;
- L’accertamento delle entrate extratributarie;
- L’eventuale variazione di bilancio necessaria per la regolarizzazione dei pagamenti effettuati dal tesoriere per azioni esecutive.
Il sottoscritto capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Campobasso, Francesco Pilone, nel suo intervento odierno in aula, ha messo in evidenza alcune criticità emerse dall’analisi del documento contabile, soffermandosi essenzialmente su aspetti gestionali e politici che mettono in evidenza le forti contraddizioni di una gestione pentastellata del Comune di Campobasso, ancora oggi forza di governo insieme all’area progressista che poi è stata sua oppositrice fino a qualche mese fa.
In primo luogo, sono state evidenziate le basse percentuali in merito all’accertamento dell’entrate extratributarie, che essenzialmente rappresentano gli introiti dell’attività “imprenditoriale” del Comune (si pensi ai servizi a domanda individuale, ai fitti dei locali di proprietà comunale, o agli introiti derivanti da gestioni di beni, oppure alle entrate provenienti da sanzioni per illeciti e irregolarità). Proprio in riferimento a quest’ultima casistica, si hanno entrate accertate pari al 6,57% del previsto, con perdite cospicue per l’Ente e senza una pianificazione strategica sul come intervenire a riguardo.
Un altro aspetto critico di natura prettamente gestionale è quello rilevato in merito all’utilizzo del Fondo di Riserva.
Per oltre il 50% degli interventi finanziati, si tratta di attività abbondantemente prevedibili (manifestazioni per i festeggiamenti del Corpus Domini e interventi spese elettorali) che benissimo potevano essere inserite nella programmazione di spesa del previsionale, svincolando risorse necessarie al Fondo di Riserva concepito come strumento di bilancio emergenziale e non come “cassa” ordinaria.
Un’ultima osservazione avanzata è stata di carattere prettamente politico. Nella voce accensione mutui e prestiti, nell’accertamento votato, sono stati confermati i tre milioni e mezzo di mutuo per la “scuola ponte” di Selva Piana, nonostante il bando esplorativo per il reperimento di strutture idonee al centro per l’allocazione della Scuola D’Ovidio destinata, invece, proprio alla Cittadella dell’Economia e nonostante le posizioni contrarie del cantiere civico di Ruta.
“Finita la festa… gabbato lo Santo”».