
Puntano dritto al cuore le parole scagliate come precise frecce della responsabile del neonato Movimento Animalista Avv. Paola Liberanome che questa mattina in conferenza stampa a Palazzo San Giorgio ha presentato, per la prima volta dal mese di maggio in cui è nato, le linee programmatiche perseguite a livello nazionale dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla. Un movimento assolutamente trasversale, senza etichette di sorta o appoggi di grossi partiti politici pronto a scendere in campo sin dalle prossime elezioni regionali.
“Una cosa mai successa finora in Italia. – esordisce la Liberanome – Una serie di associazioni animaliste insieme per la prima volta, tra le quali l’Enpa, che rappresento da molti anni come Presidente della locale sezione, Oipa e Lav, le tre più conosciute e attive ed operative. Insieme con lo scopo comune di arrivare ad una legislazione che miri alla tutela dei diritti degli animali e che promulghi soprattutto la vera e propria cultura del rispetto per gli animali ma anche per l’ambiente e per l’habitat in cui gli animali, selvatici e non, sono inseriti.
Il Movimento parte con una serie di linee programmatiche – continua – che riguardano gli animali: divieto di utilizzo nei circhi e fiere itineranti; una serie di tutele rafforzate per gli animali di affezione: ad esempio divieto di tenere i cani a catena, cosa che nella nostra regione è ancora possibile. La creazione di un servizio sanitario veterinario regionale e nazionale che possa garantire quantomeno delle prestazioni di base gratuite per chi ha un certo livello di Isee e progressivamente a pagamento che permettano a tutti di possedere un animale senza che questo gravi eccessivamente sul bilancio familiare, gli anziani ad esempio, per i quali avere un animale diventa uno stimolo ed una compagnia a volte indispensabile.
Ovviamente non parliamo solo di animali da affezione ma pensiamo anche alla tutela di fauna selvatica: siamo chiaramente contrari alla caccia e lottiamo per la sua abolizione. Non riusciamo ad identificarla come uno sport. Nel 2017 è un’aberrazione: non è pensabile che per divertirsi e fare sport qualcuno debba uccidere, togliere una vita. Arrivare progressivamente alla formazione di una cultura che maturi questa idea: l’abolizione della caccia.
In medio tempore, intanto, siamo convinti che debbano essere introdotte delle limitazioni molto forti: un anno di siccità come quello attuale ha comportato una incredibile morìa di animali quindi sarebbe stato necessario introdurre una moratoria sulla caccia e invece la Regione Molise ha aperto la stagione venatoria regolarmente, non limitando le zone. E’ davvero triste pensare ad un animale che si avvicina ad una pozza d’acqua perché ha bisogno di bere, ormai quasi tutte a secco, e gli viene sparato. Controlli più serrati sul porto d’armi: abbiamo visto addirittura che molto spesso gli omicidi vengono compiuti da persone con armi da caccia.
Tutela delle fasce deboli: il programma si amplia. Tutela per i portatori di handicap, fasce deboli, donne sempre più vittime di violenza. L’aumento delle violenze sugli animali è un indice di pericolosità sociale e molto spesso sfocia in violenza su donne, bambini e soggetti deboli”.
Per tentare di mettere in pratica tutto ciò la squadra è pronta: oltre alla coordinatrice regionale, in Provincia di Campobasso la referente è l’avvocato Mariangela Di Biase. Per quella di Isernia, invece, il Dott. Domenico Di Baggio.