Le elezioni politiche, anche se in attesa della formazione di un nuovo Governo, non risolveranno di certo i problemi di sicurezza dei cittadini, di eccessiva e sempre più pericolosa presenza di immigrati e di legalità. Per questa ragione il Movimento “Una Nuova Italia”, nato in pochi mesi raccogliendo il consenso e l’adesione di comitati, gruppi spontanei di cittadini, proprio allo scopo di dare rappresentanza a questi problemi e per riavvicinare i cittadini alla politica, nei prossimi giorni avvierà una fase di confronto con i partiti del centrodestra che hanno presentato agli elettori programmi molto vicini e in forte sintonia a quello del Movimento.
Ad annunciarlo è Aldo Di Giacomo, presidente del Movimento “Una Nuova Italia”, presente in tutte le regioni, oltre che segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) riferendo che per le prossime elezioni regionali in Molise è stato deciso il sostegno al candidato del centrodestra Donato Toma. Per Di Giacomo la situazione di difficile governabilità del Paese che si è creata a seguito dei risultati elettorali può trovare uno sbocco positivo non certamente in accordi, intese, inciuci da Prima Repubblica, quanto piuttosto nel rilancio del protagonismo attivo dei cittadini chiamandoli direttamente a sostenere un impegno che va al di là di partiti e coalizioni perché risponde direttamente ai bisogni primari delle nostre comunità.
Il civismo militante – spiega Di Giacomo – è la nostra arma in più a sostegno del centrodestra al quale ci sentiamo più vicini per la sintonia con buona parte delle proposte in tema di sicurezza, tutela del personale delle forze dell’ordine, di difesa delle vittime della criminalità. Stiamo sostenendo da tempo che il nostro Paese ha bisogno prima di tutto di vincere il “male oscuro” che l’attanaglia: quello dell’insostenibile confusione tra vittime e carnefici con provvedimenti di ogni natura che, a partire dalla contestatissima riforma del sistema carcerario voluta dal Ministro Orlando, oggi come oggi sembrano studiati a posta per tutelare i carnefici più che le vittime e i loro familiari. Vogliamo essere perciò – continua Di Giacomo – il valore aggiunto che possa aiutare il centrodestra ad uscire dall’oggettiva difficoltà dei numeri di maggioranza per legittimarlo di fatto al governo del Paese.
Questo il “decalogo” di idee-proposte alla base del confronto:
- 1. Sicurezza – Rendere i quartieri e le città più sicure attraverso l’intensificazione di attività di vigilanza e prevenzione delle forze dell’ordine, dotando tutte le Polizia Locali (Municipali) di arma di servizio, installando strumenti di video-controllo e video-sorveglianza. Incrementare ogni forma di controllo delle città per mettere fine alla violenza contro le donne.
- 2. Difesa personale Il fenomeno dei furti in casa o in negozio è in costante aumento in Italia, ed è necessario modificare il codice penale, aumentando la possibilità di legittima difesa dei proprietari delle abitazioni, “senza incorrere nell’eccesso colposo”, e le pene previste per i rapinatori. Approvare la proposta di legge d’iniziativa popolare sulla “modifica delle norme disciplinati: violazione di domicilio e legittima difesa”, per la quale sono state già raccolte circa oltre due milioni di firme in tutta Italia. Nello specifico una modifica agli articoli 614 e 55 del codice penale, con l’aumento delle pene previste fino a sei anni di reclusione, l’abolizione del diritto di risarcimento per le persone che si sono introdotte in un’abitazione, e l’eliminazione dell’eccesso colposo se la condotta è diretta “alla salvaguardia dell’incolumità o dei beni”.
- 3. Fermare gli immigrati. Basta con l’accoglienza: il nostro Paese ha già fatto più di quanto era nelle sue possibilità. Espellere con procedure immediate profughi ed immigrati che delinquono.
- 4. Lottare contro la casta. Abolizione totale dei vitalizi per parlamentari e consiglieri regionali compresi quelli già riconosciuti. Abolizione di ogni privilegio per i politici.
- 5. Contrasto alla povertà e all’emergenza sociale. Non basta il provvedimento di Reddito di Inserimento. Servono misure straordinarie per i nuclei familiari in povertà assoluta o relativa soprattutto se con figli minori.
- 6. Risollevare il ceto medio. Oggi è quello che soffre di più i morsi della crisi ed ha più bisogno di aiuti nei servizi.
- 7. Tagliare le tasse. L’incidenza della tassazione e del fisco ha superato ogni limite di sopportabilità. Vogliamo un fisco più giusto per cittadini, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, agricoltori.
- 8. Stop al lavoro precario. La precarietà nei rapporti di lavoro è causata di grave incertezza e di disagio socio-economico.
- 9. Garantire un futuro a giovani costretti ad emigrare in cerca di occupazione.
- 10. Pensare prima agli italiani con normative, provvedimenti ed atti che non introducano corsie paritarie per immigrati e stranieri.