La premier Giorgia Meloni è arrivata a Campobasso intorno alle 12 di questa mattina per la firma dell’Accordo di Sviluppo e Coesione con il Governatore Francesco Roberti: viabilità e trasporti, imprese e competitività i cardini dell’investimento da 445 milioni di euro che racchiude 42 progetti a favore della regione Molise.
«Un accordo molto importante su materie strategiche – ha detto la Meloni – sono molto fiera di poter lavorare tra vari livelli istituzionali, Regione, Sindaci e quanti hanno collaborato per permettere a questo territorio di poter competere ad armi pari e dimostrare il proprio valore».
L’accordo prevede 97 interventi ripartiti in dieci ambiti di azione: dalla digitalizzazione alla salute per un totale di 445 milioni di euro. Ciascun intervento prevede progettazione/esecuzione fino alla fine lavori prevista tra il 2027 ed il 2030.
Per i prossimi sette anni arriveranno 155 milioni di risorse che copriranno 62 interventi per strade, trasporti e mobilità. Circa 76 milioni alle imprese con sei interventi da 23 milioni per la competitività, 15 per il turismo, 17 per la rete regionale di Innovation Hub. Poco più di 58 milioni destinati alla riqualificazione urbana (edifici pubblici ed impianti sportivi). All’ambiente saranno destinati circa 40 milioni: 6 milioni per la riqualificazione ambientale della Piana di Venafro da completare entro il 2028 mentre 5 per il rischio idrogeologico ed altri 5 per la bonifica di siti contaminati da amianto e 2,5 per rischio incendio nelle pinete del litorale.
Alla cultura andranno 35 milioni circa: 12 alle imprese culturali, 9,6 alla basilica di Castelpetroso e 5 per il sito archeologico di Sepino e il teatro italico di Pietrabbondante.
Molto soddisfatto il presidente della Regione Roberti che ha speso tutte le sue energie insieme al ministro Fitto per la stesura di questo importante accordo: «Ci sarà un vero e proprio rilancio economico per le aree interne». Durante il suo intervento ha anche lanciato un appello al Governo centrale per aiutare il Molise ad uscire dal ventennale commissariamento sanitario che ha portato alla «negazione del diritto alla salute dei molisani».


























