A Guardialfiera una comunità di suore di Santa Maria Immacolata del Kenya

smaria kenya (2)“Passerà l’inverno e verrà l’interminabile primavera, tanto più ricca di bellezze quanto furono più dure le tempeste”. Con queste espressioni tratte dall’epistolario di Padre Pio, incise ai piedi del suo monumento a Guardialfiera, S.E. Mons. De Luca, ha intarsiato l’introibo alla Liturgia Eucaristica nella Solennità di Cristo Re.

Lo ha fatto ponendo a dimora qui, nuove piantine di religiose, quelle di Maria Immacolata del Kenya. E, ripensando alle sofferenze educative ed apostoliche della comunità scaturite, nel 1992, dalla defezione forzata delle Discepole di Gesù Eucaristico, il Vescovo si è richiamato al canto introitale della Messa ed ha profetato che “da oggi soffierà fra questi spazi, il vento forte della vita e, soffiando, riempirà le vele di futuro e di cielo”.

smaria kenya (3)Suor Piera, suor Lidia, suor Maria hanno riempito già di luce il cuore dei fedeli col sorriso e l’etnìa del loro canto sgorgato limpido dopo il suggestivo rito di benedizione, col il quale l’Ordinario Diocesano ha conferito loro il mandato apostolico. Vagheggiate da don Nicolino Tufilli e affiancato dalla diplomatica sollecitudine del Vescovo, le Suore di M. Immacolata, vengono qui dal Kenya, all’indomani dall’orrenda esecuzione di 28 innocenti “perché cristiani da uccidere”. Viaggiavano la settimana scorsa su un bus: comuni mezzi di trasporto africani sopra i quali si accalcano i poveri. “Episodio di violenza folle – ha esclamato mons. De Luca – che umilia una religione colpevole di educare, lì, una nuova generazione alla vita”. “Dio ha voluto che l’Istituto africano – scrive suor Lidia – aprisse una comunità nella Diocesi di Larino-Termoli, a Guardialfiera: la prima, l’unica presente in Italia, per condividere il nostro dono di purezza ed il nostro carisma di amore, attraverso l’assistenza liturgica, la catechesi, la pastorale in parrocchia la cura delle persone in difficoltà presso la Casa Famiglia San Giuseppe”.

“Una sorta di ritorno in patria. – ha ancora esclamato il Vescovo mentre aspergeva il leggiadro nuovo appartamento affidato alle religiose da don Nicolino – un rimpatrio, perché italiano e della provincia di Torino era mons. Filippo Perla, partito coraggiosamente nel 1902 per il Kenya a fondare l’Istituto e radunare ragazze votate alla castità, all’azione e all’adorazione”.

Altro anello, di don Nicola, d’una lunga e preziosa catena del suo scrupoloso operare, … che è la sua felicità. Un altro stimolo alla nostra memoria talvolta sbiadita ed alla nostra gratitudine spesso ingombra di macerie e di vacuità.

(Vincenzo Di Sabato)