8 Marzo: Servono investimenti su donne, non retorica ricorrenza

La Giornata Internazionale della Donna deve essere l’occasione per richiamare l’attenzione sui temi delle pari opportunità e della piena occupazione delle donne il cui valore deve trovare piena affermazione  in tutti gli ambiti della vita lavorativa, sociale ma anche politico-istituzionale perché, investire strategicamente sulle risorse femminili, significa gettare le basi per un futuro di crescita e sviluppo per l’Italia. Ecco perché bisogna uscire dalla retorica della mera celebrazione per riempire l’8 marzo di contenuti concreti sulle questioni di genere.  La dignità, il contrasto alla violenza, il rispetto del principio di pari opportunità  non sono valori negoziabili ma il metro con cui si misura il livello di civiltà e democrazia di un Paese.

Non abbiamo bisogno di ricorrenze, ma di investire sulla contrattazione, in particolare di secondo livello, per contribuire fattivamente alla ripresa del Paese che passa anche attraverso una maggiore presenza e  partecipazione delle donne nei luoghi lavorativi ed in quelli decisionali quale leva per sollevare il Paese dalla recessione. La politica tutta, da quella nazionale a quella locale, affronta questi temi solo attraverso le dichiarazioni e gli annunci, mai con i fatti. Eppure l’articolo 3 della nostra Costituzione è chiaro – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti la legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese – forse la politica non lo ricorda o fa finta. Alle donne non servono quote rosa e ricorrenze, serve oltre che il rispetto dell’articolo 3 della nostra costituzione un nuovo welfare attento alle esigenze delle stesse e delle famiglie. Servono i servizi per l’infanzia, efficienti e tarati in base al reddito, e con orari che si  conciliano con i turni di lavoro,e su questo fronte, sarebbe auspicabile nelle poche grandi aziende presenti nel nostro territorio molisano incentivare l’apertura di asili all’interno degli stabilimenti come avviene nel nord del Paese e in Europa, e favorire il part-time per padri e madri, senza comprometterne la professionalità. Potenziare i servizi di  assistenza per gli anziani, visto che nel Sud Italia è ancora una responsabilità familiare tutta femminile.

Purtroppo dall’inizio della crisi la famiglia italiana è stato l’unico vero grande ammortizzatore sociale, per questo adesso è indispensabile una politica dei servizi completamente diversa. Come sindacato possiamo certamente lavorare sul piano della contrattazione aziendale e territoriale; sulla conciliazione dei tempi vita/lavoro chiedendo alle grandi imprese di cominciare a ragionare sulla realizzazione di asili aziendali e lo faremo, ma serve che soprattutto  la politica, chi è dedito ad amministrare il territorio si svegli e indirizzi le risorse  al riequilibrio della disparità tra uomini e donne, un investimento che nei fatti stimolerebbe  la crescita e la qualità di vita del nostro territorio. La ripresa economica e il benessere del Paese e della nostra Regione passa anche attraverso una maggiore valorizzazione delle donne e delle loro capacità lavorative, organizzative e di cura della famiglia e dei figli.

Concetta Gizzone – Coordinatrice Donne Sst Campobasso – Fim Cisl Abruzzo/Molise

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