A Giorgia Salvatore e Samuele Mignogna la borsa di studio “Domenicangelo Di Girolamo”, il professore galantuomo del Liceo Classico “Mario Pagano”

«Se non si studia intensamente si è solo pieni di vuoto. Annotavo ogni sera sulla mia Moleskine le lunghe conversazioni telefoniche con papà. Lui dalla nostra bellissima Campobasso, io da Milano. Parlavamo, parlavamo. Era bello! Parlavamo soprattutto della scuola, la sua e la mia. La scuola è stato il mondo che ci ha unito di più. Se non si studia intensamente si è solo pieni di vuoto, lo ripeteva sempre. Di studiare non si può e non si deve smettere mai, per non cadere nel vuoto. Siamo stati figli fortunati, Silverio ed io, tanti libri intorno a noi, tanti pensieri, tante belle parole».

Un vero testamento nelle parole di Mariantonietta, figlia del professor Domenicangelo Di Girolamo, per tutti Mimì, scomparso nel 2014, alla cui memoria è stato bandito il concorso per due borse di studio per studenti pendolari del Liceo Classico “Mario Pagano” di Campobasso. Appassionato docente di materie umanistiche, socialista, ha vissuto sulla sua pelle le difficoltà e i disagi di viaggiare tutti i giorni per raggiungere da Campodipietra il capoluogo per frequentare le scuole. Con pochi, pochissimi strumenti ma con una volontà di ferro e mille sacrifici, ha raggiunto i suoi obiettivi diventando un pilastro non solo per l’istituzione scolastica ma per l’intera società, soprattutto per i più deboli, per cui aveva sempre un occhio di riguardo.

«Papà vedeva nella cultura la libertà – racconta commosso il figlio Silverio – Aveva sete di conoscenza, voleva imparare. Il pomeriggio studiava tra le pecore che il nonno portava al pascolo e quando poteva raggiungeva la chiesa del paese dove il parroco gli metteva a disposizione la biblioteca. Intitolargli la borsa di studio è stato per me un naturale modo per onorarlo, per  ringraziarlo e soprattutto per custodire e condividere con gli studenti il messaggio che lui ha lasciato: impegno, studio, sacrifici, rinunce, letture, approfondimenti non devono spaventarci, anzi, tutti insieme ci fanno conquistare spazi di libertà. Ringrazio il dirigente scolastico Antonello Venditti per aver accolto sensibilmente la mia proposta, il professor Sammartino che ne ha seguito l’organizzazione, l’intera commissione che ha valutato gli elaborati pervenuti, l’amico e professor Pier Paolo Giannubilo che ha regalato un’importante testimonianza quest’oggi ai ragazzi e ovviamente un ringraziamento particolare a tutti gli studenti che hanno partecipato con un affettuoso in bocca al lupo per il loro futuro».

Lunga e ricca di soddisfazioni la carriera scolastica del professor Di Girolamo. «Mimì riuniva in sé il senso del dovere e la passione – ha ricordato nel suo emozionato intervento il professor Sergio Sammartino, alunno prima, collega dopo, ma soprattutto amico caro di Di Girolamo – dovettero pensionarlo a forza gli ispettori dell’Inail. Nonostante avesse problemi di salute non voleva assolutamente lasciare la scuola, i suoi ragazzi. Ha sempre fatto del suo lavoro un mezzo per affermare il suo impegno sociale. Attento  e sensibile verso i più sfavoriti, persona di una correttezza estrema, non l’ho mai sentito pronunciare parole grasse. Detestava che nelle riunioni politiche si usasse il turpiloquio e infatti diceva sempre ‘ la parola avvilita avvilisce il pensiero’. Non era un ‘moralista’ ossessionato dalla ‘pruderie’, amava i buoni cibi, le barzellette e mi chiamava Saint Just per il mio modo severo di condannare i nostri deputati troppo mondani».

Giorgia Salvatore della I A e Samuele Mignogna della IV B sono gli studenti vincitori della prima edizione della borsa di studio, da mille euro ciascuna. «Elevarsi al di sopra di se stessi e conquistare il mondo con la scienza» il titolo del saggio di Giorgia che ripercorre gli ultimi momenti della vita di Archimede, uno tra i più grandi matematici e scienziati del mondo antico. La studentessa con sensibilità e originalità immagina, facendo parlare lo stesso Archimede, quali siano state le sue ultime riflessioni sulla vita, lo studio, la scienza.

«Clodia protofemminista o licenziosa» il titolo del saggio, invece, di Samuele che ha riflettuto, attraverso le parole di Catullo e Cicerone, sulla storia di una donna della cui indipendenza sono intrise in modo perenne le pagine più alte della letteratura latina. «Il lavoro di Giorgia Salvatore che risulta strutturato e organizzato in modo efficace fornendo appropriati riferimenti culturali con giudizi pertinenti e valutazioni personali, presenta una partecipata tensione drammatica che si manifesta con significative riflessioni sul valore della scienza e della conoscenza ma anche su quella distruttiva degli uomini che spesso ostacola la possibilità di progresso», questa la motivazione resa all’elaborato da parte della commissione composta dal dirigente Venditti e dai professori Francesco Laudano, Antonia De Lisa, Giuseppe Carozza, Margherita Gatti, Sergio Sammartino e Mariantonietta Di Girolamo, figlia del compianto Domenicangelo.

Questa invece la motivazione della vittoria di Samuele Mignogna: «Il lavoro, armonioso e ben condotto, denota un ammirevole equilibrio tra la tesi sostenuta e le citazioni delle fonti storico-letterarie rivelando un sagace intento interpretativo; inoltre  individua  e produce ragioni comprovate, selezionando elementi argomentativi pertinenti.  Pregevole anche il registro linguistico usato perchè adeguato a guidare il destinatario nella comprensione del testo».

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