142 euro: a tanto ammonta il costo annuale dell’acqua in Molise, ben al di sotto dei 376 euro di media nazionale. E Isernia, con una tariffa media a famiglia di 117 euro all’anno, si attesta come città meno cara d’Italia per il servizio idrico; in regione più alta la percentuale di acqua sprecata rispetto al resto del Paese: 42% rispetto al 33% della media nazionale.
Questi i dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2015. Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con 511 euro annuali e un maggior incremento rispetto al 2014 (euro 468, +9,2%), segue l’area settentrionale (+5,1%) e quindi quella meridionale (+3,2%). A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell’ordine in Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Fra i capoluoghi di provincia, le città più care si confermano essere Grosseto e Siena: con 663 euro prendono il posto occupato nel 2014 da Firenze. Seguono Livorno (628), Pisa (621), Carrara (609). Isernia si conferma come città meno cara (117 euro, erano 120 l’anno precedente); segue Milano con i suoi 140 euro (ed un aumento del 3%).
