Continua la protesta di Sergio Micatrotta, secondo giorno di sciopero della fame e della sete

micatrotta3Non molla Sergio Micatrotta. Da ieri è fermo e solo nello spartitraffico dinanzi a Palazzo Moffa, sede della Regione Molise dove ieri si è tenuto il consiglio regionale, senza mangiare né bere nella sua personale quanto eclatante protesta contro la disoccupazione in Italia e soprattutto in Molise, tema che a suo parere non verrebbe affrontato a dovere dai governanti, anzi.

Chiede espressamente la testa del Governatore Frattura, come recita un cartello al suo fianco “Frattura dimissioni”. Ha chiesto da ieri l’appoggio del ‘popolo’ dei disoccupati della nostra terra nel condividere ed alzare la voce su questo tema, “almeno un centinaio”… Nessuno al suo fianco. E’ solo, invece. “Evidentemente nessuno sente il bisogno di protestare per questa situazione, oppure vogliono vedere la folla prima di muoversi… – dice – Io continuerò lo stesso, cercando di raggiungere il limite delle 72 ore senza mangiare ma soprattutto senza bere, oltre il quale si rischierebbe la vita. Ma non sono stupido, non voglio suicidarmi per questo, non ne vale la pena”.

micatrotta2Trascorsa la prima notte all’addiaccio, Sergio ha un fortissimo mal di testa al momento: “Non so se è il freddo o la sete. Ho dormito nel mio furgoncino parcheggiato davanti alla Regione, la notte fa freddo”. E le istituzioni? “Ieri ho parlato con Frattura, il sindaco Battista ed alcuni esponenti dei 5 Stelle. Almeno loro c’hanno messo la faccia cercando di dissuadermi dal commettere imprudenze. Io continuerò finché potrò, non mi arrendo, ma devo dire che sto lottando contro i fantasmi dal momento che pare che nulla si muova e nessuno venga a darmi manforte”.