Guerriero Sannita: “Rilanciare la Cittadella dell’Economia come Polo scientifico tecnologico a capitale umano molisano”

Il Movimento del Guerriero Sannita lancia la proposta di trasformare la Cittadella dell’Economia di contrada Selvapiana a Campobasso in polo di sviluppo per l’atterraggio di aziende a “capitale umano molisano”.

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guerriero sannita logoSagre, alberi a dimora, spettacoli folcloristici, spettacoli culturali, presepi e chi più ne ha più ne metta, cose che hanno comunque una loro tipicità, sia dal punto di vista culturale che sociale, ma questo certamente non influisce sullo sviluppo territoriale, in poche parole: niente posti di lavoro. Il Movimento regionale del Guerriero Sannita vorrebbe tanto sentir parlare di sviluppo del territorio, di come progettare iniziative atte a creare una filiera di piccole e medie aziende tecnologiche per i giovani campobassani.

A tal riguardo il Movimento riprende un progetto che faceva parte del proprio programma elettorale, quando per la prima volta si cimentò ad una campagna elettorale, e parliamo del 2009. Bisogna, pertanto, invertire la rotta e puntare sui fondi europei e non, da investire con l’obiettivo di rilanciare l’intero territorio del capoluogo di regione, investendo sulla Ricerca e Innovazione Tecnologica. Detto ciò è convinzione del Guerriero Sannita che l’attuale “cittadella dell’economia” a Campobasso sita in contrada Selva Piana, così com’è concepita, non porti sviluppo sia dal punto di vista imprenditoriale che occupazionale, questa grande struttura sembra rappresentare solo una cattedrale nel deserto, mentre andrebbe convertita in un Polo Scientifico Tecnologico.

L’insediamento di decine di imprese high-tech consentirebbe, altresì, di raggiungere crescenti economie di scala per la gestione di servizi, sia di struttura che a valore aggiunto, e favorirebbe la collaborazione e la cooperazione tra il Centro tecnologico e le imprese e tra le imprese stesse. L’investire sull’innovazione e ricerca tecnologica prefigura ampi spazi di sviluppo, con la prospettiva di una nuova occupazione qualificata e non. Solo così è possibile, limitatamente alla capacità di un Comune, limitare la fuga di cervelli e tornare a valorizzare il “capitale umano molisano” che, pur in possesso di prestigiose lauree e master di ultima generazione, sono costretti ad emigrare, disperdendo un sapere che altre realtà territoriali, nazionali ed europee, sono lieti di accogliere. Questa non vuole rappresentare una critica a nessuno, d’altronde il Movimento ha sempre cercato di fare politica di suggerimento nella speranza che le idee e le proposte possano essere accolte da coloro che detengono il potere di agire, ciò che manca in questa Regione è la programmazione, perché si ottenga una maggiore coesione sociale, un ripopolamento dei paesi, una crescita economica, l’innovazione e l’occupazione, i cui beneficiari restano i cittadini campobassani, molisani ma anche le generazioni future.