Il 25 di novembre è la data scelta, fin dal 1999, dalle Nazioni Unite, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza contro le donne: in quel giorno di novembre, nel 1960, tre sorelle, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa e Patria Mercedes Mirabal, vennero brutalmente maltrattate e, infine, assassinate, nella Repubblica Domenicana, per essersi opposte alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo. La FIDAPA-BPW (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – Business Professional Women) è da sempre impegnata nella promozione delle pari opportunità, dell’uguaglianza di genere, dell’emancipazione femminile, nella difesa dei diritti civili e nella valorizzazione del ruolo attivo delle donne nella società.
Le sedi territoriali FIDAPA del Molise hanno voluto unire la loro voce e le loro forze – da Termoli, Larino, Campobasso, Bojano, Isernia – per celebrare la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne e ricordare così, simbolicamente, al mondo, oltre che alle loro comunità, che non è giusto che le donne continuino a pagare, ancora oggi, con rinunce, disagi, sofferenze, se non addirittura con la vita stessa, il prezzo di pregiudizi e stereotipi antichi, mai superati.
“Tutte le donne nascondono un quaderno nero, un diario proibito. E tutte lo devono distruggere …!”, scriveva la scrittrice, poetessa e partigiana italiana Alba de Cespedes, nel 1952: e questo è vero, a diverso grado, ancora oggi! A maggior ragione, la violenza di genere, che registra ai nostri giorni, addirittura, una recrudescenza, anche nel “civilissimo” Occidente, va considerata come una violazione dei diritti umani fondamentali e non un fatto privato, destinato a restare chiuso fra le mura domestiche. Essa va riconosciuta come fatto pubblico che coinvolge l’intera società. La marginalizzazione sociale, la sottomissione e la sottorappresentazione culturale delle donne generano di fatto, come loro necessario corollario, il circolo vizioso: mancanza di rispetto- sopraffazione- violenza. Solo un radicale cambiamento del modo individuale e collettivo di pensare (di uomini e donne, insieme) può permettere di estirpare, nei rapporti uomo-donna e nel rapporto donna-famiglia e donna-società, tutti quegli atteggiamenti irragionevoli, irrispettosi e violenti che ancora si riscontrano, ovunque nel mondo, verso le donne. “Testimoniare per coscientizzare”, attraverso azioni simboliche, ma incisive, usando il linguaggio immediato ed efficace della letteratura, dell’arte, della musica , della danza, delle immagini, e la forza delle idee: deve essere questo l’impegno peculiare di tutte le donne attive nella società, come delle organizzazioni che le rappresentano. Comunque si voglia considerare il “femminismo” (se esperimento “fallito” o esperienza “interrotta”!), c’è ancora tutto un percorso sociale, storico, umano da compiere, e solo quando tale percorso sarà compiuto il mondo avrà, finalmente, due sguardi.