Presidio pro Ahmad Salem, la Cgil: «Il decreto sicurezza vive e non lotta insieme a noi»

Dal segretario regionale CGIL Molise riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.

«La CGIL Molise denuncia il rischio di derive autoritarie che limitano la libertà di manifestare e limitano la possibilità di dissenso derivanti – evidentemente – dall’esasperazione e dall’ansia da prestazione repressiva determinate dal cosiddetto ‘Decreto Sicurezza’.

Il provvedimento emanato dalla questura di Campobasso in occasione del presidio organizzato oggi per solidarietà verso Ahmad Salem – continuano da via Mosca – sembra non rispondere a una reale esigenza di sicurezza dei cittadini e rischia di apparire come una misura tesa esclusivamente a isolare e criminalizzare il dissenso, le proteste pacifiche e le forme di lotta in tutte le sue espressioni.

Secondo la CGIL, è questa la dimostrazione palese di come il clima creato con l’introduzione di nuove fattispecie di reato e l’inasprimento delle pene per le forme di protesta trasformano il diritto di manifestare in una sorta di concessione autoritaria, tentando di  silenziare le voci critiche provando a mettere sotto accusa chiunque eserciti  libertà di espressione.

Il sindacato, i movimenti le associazioni e la CGIL in particolare in Molise così come in ogni luogo, hanno sempre favorito e sostenuto il diritto di manifestare pacificamente e continueranno a farlo utilizzando tutti gli strumenti democratici a disposizione per limitare gli effetti – anche quelli indotti – di un decreto sbagliato che purtroppo “vive e non lotta insieme a noi, alla libertà e alla democrazia».