“La giustizia in Italia. Il sistema Molise”. Presentato il volume di Vinicio D’Ambrosio

Dopo il volume “Il Regno del Molise”, Vinicio D’Ambrosio torna nelle librerie con “La giustizia in Italia. Il Sistema Molise”, 740 pagine stampate dalla casa editrice Scripta Manent Edizioni di Morcone (BN).

Sotto osservazione, questa volta, la realtà giudiziaria e in particolare il “Sistema Molise” dell’ultimo decennio, a suo dire (ma assolutamente documentato da atti ufficiali) «fatto di lentezze, indagini spesso sommarie, la prescrizione nella maggior parte dei casi».

Il “processo alla molisana” come l’autore lo definisce, ha caratteristiche ben precise: «tempi lunghissimi e spesso ansie da “maxiprocesso”, fallimenti tombali, vetrine mediatiche, rivalità fra magistrati, rapporti con stampa e televisione». Sullo sfondo la realtà regionale raccontata in tutto il suo groviglio di interessi, conoscenze, amicizie, parentele, passioni e relazioni sentimentali. Un “fenomeno” rapportato ad una regione di 300mila abitanti che nel suo piccolo, attraverso una ricchissima documentazione attenta e rigorosa, prorompe nell’ampia discussione che in questi anni si è sviluppata sui problemi e le emergenze della giustizia italiana.

«In questo nuovo libro – ha affermato l’autore questo pomeriggio alla presentazione presso il Centrum Palace di Campobasso – esamino e analizzo le tantissime inchieste e processi, purtroppo, il cui iter giudiziario non ha portato assolutamente a nulla, rivelandosi un flop, un buco nell’acqua. Le inchieste che sarebbero servite per capire come fossero stati utilizzati centinaia di milioni di euro per esempio per lo Zuccherificio del Molise, la sanità regionale, l’acquisto della nave Termoli Jet; investimenti sui quali sono partite delle inchieste che non hanno portato ad alcun risultato concreto. Tra prescrizioni, proscioglimenti per non doversi procedere, assoluzioni e quant’altro tutti i processi sono finiti nel nulla.

Direi proprio che un ‘sistema Molise’ esiste e si autoprotegge tant’è che negli ultimi dieci anni abbiamo avuto centinaia e centinaia di imputati ma neanche un risultato concreto, una condanna: questa è la realtà. Questo nuovo libro – conclude l’autore – sarà letto con attenzione tra qualche anno, quando si cercherà di capire come mai sia scomparsa la regione Molise come ente territoriale autonomo».

Presente al tavolo dei relatori, moderato dal giornalista de Il Tempo Edoardo Sirignano, il professor Avv. Pierpaolo Rivello, procuratore generale militare emerito della Suprema Corte di Cassazione il quale ha parlato di «un volume molto ben documentato in quanto descrive non soltanto alcuni casi di malagiustizia del Molise ma abbraccia un discorso più ampio: è facile criticare ma bisogna anche dare soluzioni e risposte. Uno degli aspetti più significativi è proprio quello dove vengono segnalate una serie di disfunzioni sotto gli occhi di tutti, recentemente puntualizzati giustamente anche dall’attuale ministro della Giustizia: prima di tutto i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati: sono pochi e perlopiù non sufficientemente incisivi.

Le valutazioni delle professionalità: sappiamo che ogni 4 anni i magistrati vengono sottoposti a valutazioni però di fatto queste risultano sempre positive. L’autore dice giustamente che si dovrebbe tornare ad una vera meritocrazia anche all’interno della magistratura, in cui i bravi vanno avanti e non ci sia un appiattimento generale.

Ho letto questo libro ben tre volte e ho trovato che non è affatto contro la giustizia e la magistratura bensì a favore, perché vuole migliorarle entrambe. Recentemente si è parlato tanto di test psicoattitudinali per i giudici: in alcuni paesi europei vengono ripetuti con una certa frequenza e non c’è nulla di male in una professione dove l’equilibrio è molto importante tant’è che si potrebbe verificare che persone molto preparate presentino dei problemi a livello caratteriale. Un controllo opportuno per tante categorie, soprattutto quelle delicate a contatto con il pubblico».