Snellire e rendere più efficaci le procedure operative; ottimizzare l’impiego delle risorse tecnico-professionali presenti sul territorio; garantire tempestività, uniformità e qualità degli interventi.
Nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, questi i temi toccati, quantomai contingenti, dal presidente Vincenzo Cimino e dai presidenti dell’Ordine dei Geologi della Regione Molise e di quello degli Ingegneri della Provincia di Isernia, rispettivamente Domenico Angelone e Giovanni Paolo Canè.
L’esigenza che il sistema delle professioni tecniche sia stabilmente e organicamente coinvolto nei tavoli tecnici e nei processi decisionali attivati nell’ambito della gestione dell’emergenza, quale elemento imprescindibile per implementare la qualità, l’efficacia e la tempestività delle scelte operative e la particolare rilevanza che assume l’informazione attraverso il coinvolgimento attivo dell’Odg al fine di garantire una comunicazione istituzionale corretta, tempestiva e coordinata, essenziale per la gestione efficace delle situazioni emergenziali, ha portato alla firma di un documento congiunto destinato a tutti gli attori istituzionali in campo in questi giorni immediatamente successivi al disastro idrogeologico conseguente all’alluvione di fine marzo.
“Unire le forze in modo da avere un’informazione più corretta possibile. – ha affermato Cimino – Parlare in prima persona con gli interlocutori della Regione in modo tale da entrare in questo sistema informativo insieme agli organi tecnici. Questo è ciò che vogliamo: nient’altro che concorrere a dare un’informazione puntuale e precisa con la firma di un protocollo che prevede l’istituzione dell’Ufficio Stampa Geologico del Molise, composto da un portavoce e da un gruppo di specialisti con il compito di interfacciarsi con i media locali e nazionali e con le istituzioni per la divulgazione di dati scientifici, fornire aggiornamenti tempestivi e verificati, tradurre i dati tecnici in un linguaggio comprensibile per il grande pubblico e contrastare la diffusione di informazioni errate o non verificate, assicurando la massima trasparenza. L’Odg del Molise, da parte sua, dopo aver sottoscritto appena il 3 marzo scorso un protocollo d’intesa proprio con l’Ordine dei Geologi molisano in tal senso, si impegna a coinvolgere tutte le testate giornalistiche, televisioni e media locali – ha ribadito – affinché si rivolgano esclusivamente all’Ufficio Stampa Geologico (primo in Italia) per l’acquisizione di informazioni ufficiali in caso di emergenza, promuovere una corretta divulgazione delle informazioni geologiche e ambientali, evitando il sensazionalismo e garantendo la qualità delle notizie diffuse e formare i propri iscritti sulle modalità di comunicazione del rischio, attraverso seminari, corsi di aggiornamento e iniziative congiunte con l’Ordine dei Geologi”.
“In tempo di emergenza – ha ribadito il presidente dei Geologi Angelone – l’informazione assume una valenza ancor più importante perché diventa parte integrante di tutte quelle che sono le fasi emergenziali, non inferiore alle altre procedure legate a tutti i soggetti impegnati sul campo, ma per avere pari dignità bisogna unire le forze: le professioni tecniche insieme all’organo di informazione, tra soggetti pubblici e non privati, devono avere rapporto diretto che non può ammettere distorsioni della realtà. È giunto il momento che gli enti regionali interloquiscano con gli ordini professionali, in tempo di “pace” e in emergenza come in questo periodo, sfruttando la grande convergenza e coesione che da sempre ci unisce in una forte unitarietà d’intenti, al servizio della comunità e di un’informazione qualificata ed autorevole per la collettività. Siamo disponibili ad offrire le nostre competenze sul territorio per dare un valore aggiunto alla pianificazione dell’emergenza oggi, ma anche alla prevenzione per il futuro che non può esserci senza l’informazione”.
Dal canto suo l’Ingegner Canè ha ribadito la necessità impellente di “mettere in piedi una struttura. Oggi c’è la protezione civile regionale ma quando arriverà quella nazionale dovrà trovare tutto pronto per non perdere ulteriore tempo. Abbiamo avuto la fortuna di non avere vittime altrimenti staremmo parlando d’altro. Allo stato attuale non c’è raccordo: su tante zone colpite stanno arrivando personaggi loschi, autoqualificati, sconosciuti e bisogna vigilare su questo. Teniamo presente che per l’emergenza terremoti ci sono voluti dieci anni per avere una struttura tecnico-professionale che potesse in qualche modo tutelarci e renderci operativi nell’immediatezza. Abbiamo contattato l’Università, i consigli nazionali e andrà fatto un regolamento per uniformare gli interventi futuri per i quali, nonostante finora non sia stato fatto nulla, già si ipotizzano progetti d’intervento”.
ms